Ecco come sostenere la nostra Casa…

Care Amiche,

vi ricordiamo che potete sostenere le nostre attività in due modi: diventando socie della Casa e acquistando uno dei nostri gadget!

Per diventare socie basta iscriversi alla nostra associazione pagando la quota sociale di 30 euro (per le studentesse e le donne disoccupate il costo è 15 euro).

Qui invece i nostri gadget che potete acquistare direttamente presso la nostra sede, in via Galli Tassi 8 (accanto alla Torre):

  • il calendario 2017 e le nuove shopper “Una casa tutta per sé” realizzate per noi dal collettivo Outofline Photo
  • il bel disegno, a tiratura limitata, di Milena Moriani – la nostra prima “Artista Per la Casa”
  • e per cominciare la giornata con la giusta carica… le tazze del nostro #BuongiornoDonne, con citazioni di Audre Lorde, Adrienne Rich e altre voci importanti del femminismo.

Vi aspettiamo!

Per prenotare uno dei gadget o ricevere ulteriori informazioni: tel 050 550627, segreteria.casa@tiscali.it

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“Smuovere le acque”: firmato il procollo d’intesa tra Acque Spa e tre centri antiviolenza toscani


Un progetto unico in Italia che per la prima volta coinvolge il personale di un’azienda di servizi pubblici: i dipendenti parteciperanno a un percorso informativo e formativo sulla violenza di genere, promosso da Casa della donna di Pisa, Centro aiuto Donna Lilith di Empoli e associazione 365 Giorni al femminile di Montecatini Terme.

PISA. Una iniziativa originale nella settimana che porta alla Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne del 25 novembre. La prima in Italia che mette insieme una grande azienda di servizi pubblici e un gruppo di associazioni di donne. Un percorso condiviso, allo scopo di promuovere tra lavoratori e lavoratrici interventi di informazione, sensibilizzazione e prevenzione della violenza di genere. Tutto questo è “Smuovere le acque”, progetto che dal gennaio al giugno 2017 vedrà le operatrici di tre centri antiviolenza toscani impegnate in un cammino formativo e informativo rivolto ai 600 dipendenti del Gruppo Acque, dedicato al tema della violenza in famiglia e sui luoghi di lavoro.

Il protocollo di intesa tra il gestore idrico del Basso Valdarno e la Casa della donna di Pisa, l’associazione 365 Giorni al femminile di Montecatini Terme e il Centro aiuto Donna Lilith di Empoli è stato firmato a Pisa questa mattina. “Smuovere le acque” prevede un ciclo di incontri cui parteciperà il personale di Acque Spa: saranno tenuti dalle operatrici dei tre centri antiviolenza a Pisa, Pontedera, Empoli e Montecatini. Si parlerà di stereotipi e pregiudizi alla base della violenza di genere, modalità e indicatori attraverso cui riconoscerla, servizi e pratiche di intervento delle associazioni. Il gestore idrico supporterà inoltre il lavoro dei centri antiviolenza diffondendone le attività sulla stampa locale e sui social network.

Ogni giorno – spiega il presidente di Acque SpA, Giuseppe Sarduassistiamo con orrore ad atti di violenza sulle donne, atti inauditi ma che non sono affatto inspiegabili. Come Acque Spa crediamo che l’indignazione non basti. Aziende come la nostra possono e debbono dare un sostegno prezioso. Noi ci siamo già mossi”. In occasione della Festa della Donna, Acque SpA ha promosso una donazione ai centri antiviolenza: da un piccolo gesto è poi partito l’importante progetto di sensibilizzazione. “Tutti insieme – conclude Sardu – possiamo dare un contributo collettivo a una battaglia di civiltà e di umanità che non può lasciarci indifferenti”.

La scelta di intraprendere questo percorso significativo – gli fa eco Giovanni Paolo Marati, amministratore delegato di Acque SpA – è stata subito sposata da tutta l’Azienda. C’è stata una grande sensibilità spontanea da parte di tutto il personale del Gruppo. Nel nostro lavoro – aggiunge Marati – abbiamo dimostrato in molte occasioni di essere innovativi. Adesso lo confermiamo con questo laboratorio di idee. Vogliamo essere un “megafono” delle buone pratiche e delle preziose attività svolte quotidianamente sul territorio dai centri antiviolenza”.

Il protocollo – afferma Carla Pochini, presidente della Casa della donna di Pisa – è davvero innovativo: per la prima volta i centri antiviolenza entrano in una grande azienda di servizi pubblici, incontrando il personale e coinvolgendolo in un percorso di informazione sulla violenza alle donne. Un’occasione importante per ribadire che il fenomeno ci riguarda tutte e tutti, non solo chi ne è vittima”.

Siamo entusiaste della partnership con Acque Spa – dichiara Eleonora Gallerini del Centro Aiuto Donna Lilith – La violenza si sconfigge solo costruendo alleanze e promuovendo un cambiamento nella società. Con “Smuovere le acque” facciamo un primo, importante passo verso questa direzione”.

Ci auguriamo che l’iniziativa sia d’esempio anche per altre aziende – sottolinea Giovanna Sottosanti, associazione 365 Giorni al Femminile – È fondamentale attivare nel mondo del lavoro percorsi di sensibilizzazione sul tema, ed è ancor più significativo che tali progetti nascano dalla sinergia tra centri antiviolenza e imprese”.

È importante parlare di violenza contro le donne in un luogo di lavoro – chiude Rosa Sinno, responsabile Rsu del Gruppo Acque – poiché è qui che ognuno di noi passa la maggior parte della propria giornata. Deve essere anche un luogo di scambio di opinioni, di confronto e di impegno sociale, affinché ciascun dipendente diventi ambasciatore della cultura del rispetto”.

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NUOVO COMUNICATO STAMPA della Casa della Donna

Nuovo Comunicato Stampa della Casa della Donna “Verso un tavolo inter-istituzionale per la sede di Via Galli Tassi. Primo importante risultato della campagna #iostoconlaCasadelladonna che in pochi giorni ha raccolto oltre mille firme” a seguito dell’incontro con l’amministrazione provinciale.

Comunicato stampa
VERSO UN TAVOLO INTER ISTITUZIONALE PER LA SEDE DI VIA GALLI TASSI

Il 26 maggio scorso l’Associazione Casa della Donna, a seguito dell’appello “Io sto con la
Casa della Donna, e tu?” ha incontrato il Sindaco e Presidente della Provincia Marco
Filippeschi, con i dott. Giovanni Viale, Antonio Salonia, e Marco Pelliti, per avviare il
confronto da tempo richiesto sulla situazione dell’Associazione descritta nell’Appello.
L’Associazione, attraverso le sue rappresentanti, ha rilevato con piacere la volontà positiva
delle Istituzioni di iniziare e mantenere aperto un dialogo serio e costruttivo sia sugli aspetti
materiali, sia sui valori sociali, culturali e simbolici delle questioni da noi sollevate.
Purtroppo al momento non sono state avanzate soluzioni concrete e quella prospettata
(trasferimento della Casa in Via Gioberti) è ancora vaga, e sarebbe comunque del tutto
insufficiente nella dimensione e nella organizzazione degli spazi previsti.
Tutti riconoscono che il valore dell’immobile di via Galli Tassi non è puramente economico,
ma anche sociale e culturale, per tutta la città e la provincia di Pisa. Tuttavia, nonostante la
sensibilità del Sindaco stesso per il ‘valore simbolico dei luoghi’, e la smentita di un
imminente trasferimento, ne rimane incerto il destino, e la sua vendita, data la difficile
situazione finanziaria dell’amministrazione, rappresenta ancora una concreta temibile
possibilità, forse non troppo scevra da ombre di scelte politiche, diciamo, ‘misogine’.
La vendita della Casa non è certo risolutiva del bilancio provinciale, mentre costituirebbe la
grave perdita di un patrimonio di storia, cultura, servizi e tutela e promozione dei diritti delle
donne per tutto il territorio.
Siamo pienamente consapevoli che l’amministrazione provinciale, che per 25 anni ci ha
accompagnate e sostenute nelle nostre attività, non può più essere, dopo i cambiamenti
legislativi, uno dei principali referenti istituzionali, e sappiamo anche le difficoltà reali che il
cambiamento sta comportando a tutti i livelli. Per questo l’idea emersa nell’incontro di aprire
un Tavolo inter-istituzionale per condividere le problematiche generali e specifiche poste
dalla situazione della Casa della donna, e per garantire la continuità delle sue molteplici
attività e servizi, ci sembra convincente, in quanto ci permette un confronto non soltanto con
la Provincia, ma anche con tutti i partner istituzionali con i quali abbiamo collaborato e
consolidato nel tempo relazioni significative e sostanziali (Comune di Pisa e della zona
pisana, Società della Salute, ASL 5, Regione Toscana).
Ci auguriamo dunque di aprire quanto prima il confronto nel tavolo Inter-istituzionale per
arrivare ad una soluzione che sia condivisa e giusta, non tanto per noi ma per tutte le donne
della nostra città e provincia.
Cogliamo l’occasione per ringraziare tutte e tutti coloro che, da ogni parte della Toscana e
del Paese, ci hanno sostenuto e continuano a firmare il nostro appello. La campagna
#IostoconlaCasadelladonna ha ottenuto in pochi giorni oltre mille adesioni da parte di
cittadine/i, realtà del sociale e della cultura, associazioni di donne e non solo.
Una risposta così importante al nostro appello ci dà grande forza e determinazione perché
sappiamo che non siamo sole ad avere a cuore il destino della Casa!

Pisa, 27/05/2015
Associazione Casa della Donna

IO SOSTENGO LA CASA DELLA DONNA. E TU? Un appello perché la “Casa” resti in via Galli Tassi

APPELLO “IO SOSTENGO LA CASA DELLA DONNA, E TU?”

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Chiediamo che la Provincia e il Comune di Pisa si impegnino affinché la palazzina di via Galli Tassi rimanga la sede della Casa della Donna, delle associazioni e reti di donne, da 25 anni luogo della libertà femminile, della politica delle donne e di servizi per la promozione di diritti e pari opportunità.

Da 25 anni la palazzina di via Galli Tassi 8 è il luogo concreto e simbolico del femminismo a Pisa. La “Casa della Donna” è proprio una casa, con varie stanze per le tante attività che vi si svolgono, è uno spazio aperto a tutte le donne, senza nessuna distinzione, dove centinaia di donne di generazioni, provenienze, formazioni, professionalità diverse hanno costruito un patrimonio di saperi, competenze, relazioni, in una molteplicità di ambiti, come la cultura delle donne: biblioteca specializzata in cultura di genere, i gruppi di ricerca e di iniziativa politica, le politiche di genere e la promozione dei diritti delle donne, la formazione e i progetti nelle scuole, le attività in carcere, l’intercultura e la cooperazione internazionale, l’ascolto-accoglienza- consulenza per donne vittime di violenza: centro antiviolenza e casa rifugio. Il centro antiviolenza è parte integrante di tutta l’attività della Casa, ispira il proprio operare alla pratica della relazione tra donne ( e non all’assistenza), con l’intento di far crescere la soggettività femminile e agisce politicamente per cambiare la cultura che produce violenza contro le donne e guerre. La “Casa” è un’associazione di promozione sociale per i diritti delle donne e di tutti, che fonda il suo operare nella costruzione di relazioni e reti e che considera imprescindibile la connessione sistematica con le altre organizzazioni, associazioni, gruppi, realtà istituzionali e non, di donne e non solo, che operano nel territorio cittadino, provinciale, nazionale ed estero.

E’ un’ associazione fortemente radicata nel proprio territorio, ha rapporti consolidati con gli enti e le istituzioni locali: Comune di Pisa e della zona pisana, altri comuni della provincia, Provincia di Pisa, Istituzione Centro Nord- Sud, Università, Società della Salute, ASL 5, Azienda ospedaliera, Prefettura, Questura, Carabinieri e con altre associazioni di donne, sia di volontariato che di promozione sociale, e con associazioni culturali e cooperative sociali. Ha convenzioni con la Provincia di Pisa per la gestione della sede, con la Società della Salute-ASL 5 per la gestione di servizi e attività contro la violenza di genere, ed ha convenzioni per i tirocini curriculari con i dipartimenti di Scienze Politiche, i Corsi di Laurea in Lettere e Filosofia, e in Scienze per la pace dell’Università di Pisa e di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze.

La Casa della donna è socia fondatrice del Coordinamento Regionale dei Centri Antiviolenza TOSCA e dell’ Associazione nazionale dei Centri Antiviolenza DiRe Donne in rete contro la violenza. A livello internazionale collabora con altre organizzazioni di donne a livello europeo, dei Balcani, del Mediterraneo, dell’ Asia e del SudAmerica.

Tutto questo che è stato realizzato con l’impegno ed il lavoro volontario di tantissime donne e con il sostegno delle istituzioni locali, rischia oggi di essere fortemente ridimensionato.

Prima di tutto è in dubbio la sede: la Provincia di Pisa ha inserito la sede di via Galli Tassi nell’elenco dei beni alienabili, e anche se non è ancora uscito il bando per la messa in vendita, il bene è considerato vendibile. Sappiamo di essere privilegiate ad avere una sede così bella, ma vorremmo ricordare che questo luogo è il simbolo delle lotte delle donne pisane. Era un rudere, quando il movimento delle donne lo occupò temporaneamente negli anni ’80, dopo una lunga trattativa tra Provincia e movimento, ci vollero 10 anni per ristrutturarlo, fu aperto l’8 marzo 1990, come sede della Commissione Provinciale pari opportunità, per altri 5 anni funzionò grazie alla collaborazione tra commissioni pari opportunità e gruppi di donne, che di fatto lo gestirono fino al 1996, quando finalmente nacque l’associazione, con il sostegno dell’allora sindaco Floriani e del presidente della Provincia Nunes. Pensavamo allora come oggi, che è un dovere delle istituzioni garantire spazi di agibilità politica per le donne, riconoscendo il ruolo insostituibile che l’associazionismo riveste per il raggiungimento della cittadinanza delle donne. Negli ultimi mesi abbiamo cercato molte volte un confronto diretto con il Sindaco e Presidente della Provincia Filippeschi, per avere informazioni più certe sia rispetto a via Galli Tassi, sia su un eventuale trasferimento nella nuova sede di via Gioberti, che comunque riguarderebbe solo il centro antiviolenza. Avevamo mantenuto una posizione interlocutoria molti mesi fa, perché ben comprendiamo le difficoltà in cui versa la Provincia, ma avremmo voluto sentire l’ opinione del Sindaco, su quale importanza ha il patrimonio che rappresentiamo per la città e la provincia e su quale futuro ci aspetta.

Noi ribadiamo che il centro antiviolenza è dentro la Casa e che qualsiasi proposta deve riguardare tutta l’associazione e garantire continuità e fattibilità. La “Casa” non è solo un capitale economico, è anche un capitale storico, culturale, politico, uno dei pochi esempi a livello nazionale, definiti “una dote” per le nuove generazioni di donne. Mentre in altre città nascono esperienze simili alla nostra, come a Milano, dove il Comune ha aperto una Casa delle donne solo pochi anni fa o città vicine come Lucca che stanno cercando di realizzarla, Pisa può permettersi di perdere o dilapidare un capitale sociale e politico così importante?

Inoltre, nel frattempo la nostra situazione economica è diventata critica, sono azzerati i contributi per l’associazione, i finanziamenti per il centro antiviolenza devono essere in gran parte anticipati e la gestione dei progetti è problematica. Infatti la partecipazione a bandi pubblici importanti, che ci ha dato la possibilità concreta di intensificare e migliorare i servizi, di diffondere saperi e pratiche e di impegnarsi nella prevenzione in modo più capillare, comporta la necessità di attendere l’effettiva erogazione dei fondi stanziati e il ricorso costoso al credito bancario, costi che diventano insostenibili.

L’Associazione Casa della donna vuole continuare a svolgere il suo ruolo sociale e politico per l’affermazione dei diritti delle donne e della cittadinanza femminile e per una città ed un territorio solidali e culturalmente attivi.

Chiediamo alla città, alle tante donne e uomini, alle associazioni e alle istituzioni, che ci conoscono e che hanno agito con noi ed anche a chi potrà farlo in futuro, di sostenere la nostra richiesta che la palazzina di via Galli Tassi resti alla Casa della donna, firmando l’Appello IO SOSTENGO LA CASA DELLA DONNA, E TU?

COME PUOI AIUTARCI

Firmando questo appello presso la nostra sede in via Galli Tassi, 8 negli orari di apertura della segreteria (lunedì e mercoledì dalle 9,30 alle 12,30 e dal lunedì al venerdì dalle 16,00 alle 19,00)

Aderendo all’appello mandando o un fax al numero 050550627 oppure una mail all’indirizzo iosostengolacasadelladonna@gmail.com con il tuo nome, cognome e il tuo indirizzo di posta elettronica

Diffondendo questo appello a parenti, amici e amiche, colleghi/e e tramite i social networks.

Diventando socia della Casa della Donna, facendo la tessera presso la nostra sede al costo di 30 euro per le socie ordinarie e di 10 euro per studentesse e precarie

Aderendo alla campagna di raccolta fondi “io sostengo la casa della donna”. Potrai consultare tutte le informazioni al riguardo al link: http://www.casadelladonnapisa.it/campagna-io-sostengo-la-casa-della-donna-contro-la-violenza-sulle-donne.html/

Facendo una donazione o presso la nostra sede o con un versamento tramite codice IBAN IT21N0503414024000000218367

Donandoci il tuo 5xmille indicando nella sezione apposita del mod. 730 ASSOCIAZIONE CASA DELLA DONNA

CF 93033330502

Chiediamo a tutte e tutti di sostenere la Casa anche via social media, pubblicando su Facebook e Twitter un selfie col cartello

#iostoconlaCasadellaDonna

 

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Campagna IO SOSTENGO LA CASA DELLA DONNA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

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 CAMPAGNA

IO SOSTENGO LA CASA DELLA DONNA

CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

 

 

Chi siamo

L’Associazione Casa della donna è nata dai gruppi di donne che, a partire dal 1990, hanno svolto attività culturali, sociali e formative nella Casa di via Galli Tassi, a Pisa. Si è costituita legalmente nel gennaio 1996  ed è iscritta al Registro Regionale  delle Associazioni di Promozione Sociale.

La “Casa della Donna” è un’associazione di promozione sociale senza fini di lucro basata sul lavoro volontario delle socie (attualmente un centinaio, tra Pisa città e provincia). È uno spazio di iniziativa culturale aperto a tutte le donne, senza distinzioni religiose, etniche, politiche e di orientamento sessuale, con il fine di contrastare la violenza di genere in ogni sua forma ed ogni tipo di discriminazione  contro le donne; di valorizzare i saperi femminili, di trasmettere le culture delle donne, di favorire la crescita di una soggettività femminile autonoma attraverso la pratica della relazione tra donne.

 Cosa facciamo

 Le socie dell’Associazione gestiscono servizi di ascolto e di accoglienza, di consulenza, di protezione/ospitalità, di orientamento; svolgono attività di riflessione e di ricerca sulla cultura delle donne, promuovono iniziative culturali e politiche, e hanno concretizzato in questi anni un patrimonio di esperienza e conoscenza, che dà luogo ad una progettualità in continua crescita.

Alla Casa della donna si trova l’unica biblioteca di genere presente in  Toscana come la Biblioteca Anna Cucchi e il Centro antiviolenza che comprende il centro di prima accoglienza Telefono Donna attivo dal 1993 (ascolto telefonico, colloqui di accoglienza e di sostegno al percorso di fuoriuscita dalla violenza, consulenza psicologica e supporti terapeutici, informazione legale, orientamento e accompagnamento ai servizi del territorio, lavoro di rete, raccolta ed elaborazione dei dati; e dal 1998 il Centro di Seconda accoglienza (casa rifugio): ospitalità temporanea per le donne finalizzata a percorsi individuali integrati di uscita dal maltrattamento e alla costruzione di percorsi di autonomia.

 Obiettivo della campagna

Ogni giorno le cronache riportano episodi di violenza nei confronti delle donne, in un crescendo disperante. Ultimamente si discute molto di “femminicidio”: i dati che sono emersi sono raccapriccianti e tuttavia non descrivono fino in fondo fenomeni di maltrattamento che rimangono ampiamente sommersi. Soltanto nel 2013 sono state uccise 134 donne, ma la violenza sulle donne assume molte forme oltre a quella fisica e sessuale (come quella psicologica, economica, religiosa, assistita ecc…) alle quali non sempre si dà la giusta importanza. Insieme a un non più rimandabile ripensamento culturale dei rapporti di genere è importante dare sostegno alle donne in difficoltà. A Pisa questo lavoro viene svolto da più di vent’anni dalla Casa della donna, ma in un’epoca di crisi economica, portare avanti le attività del Centro antiviolenza, si sta rivelando sempre più difficile e oneroso, nonostante gli sforzi di tante volontarie e la collaborazione delle Istituzioni. Pertanto è quanto mai necessario il sostegno e la solidarietà di tutte e tutti: cittadini/e  privati, Istituzioni, Associazioni.

Dal 2003 alla fine del 2013 al Telefono donna si sono rivolte circa 2000 donne, e dal 1998 la  Casa rifugio  ha ospitato  circa cento donne con figli/e. Dai dati raccolti dal Centro Antiviolenza tra novembre 2012 e ottobre 2013 risulta che a Pisa, delle donne che si sono rivolte alla nostra associazione il 44% non ha un lavoro, il 57% ha un’età compresa tra i 30 e i 50 anni e il 44% ha figli minori. Solo il 25% ha denunciato. Quest’anno il Centro ha accolto 276 donne, 55 in più rispetto all’anno precedente. Il 78% di quelle che hanno chiesto aiuto sono italiane. Questi dati ci fanno capire quanto la violenza sia più vicina di quello che solitamente si possa pensare.

Con il progetto “Io sostengo la Casa della donna. Contro la violenza sulle donne” si intende avviare  un’importante azione di promozione dell’associazione, che persegue un duplice obiettivo. Da una parte si intende far conoscere le attività della Casa e in particolare il Centro antiviolenza attraverso una campagna pubblicitaria, che riesca ad intercettare le donne maltrattate, e dall’altra raccogliere fondi per il funzionamento quotidiano del Centro.

 Come fare?

Abbiamo pensato a una sottoscrizione e sponsorizzazione da parte di tutti gli esercizi commerciali e non della città. Si tratta di un’azione molto semplice. Si possono sottoscrivere abbonamenti annuali di tre fasce.

 

Silver: 5 euro al mese (60 euro all’anno)

Gold: 10 euro al mese (120 euro all’anno)

Platinum: 20 euro al mese (240 euro all’anno)

Con un piccolo gesto paragonabile all’acquisto nell’arco di un mese, rispettivamente di 5, 10 o 20 caffè si potrà contribuire a sostenere le nostre attività e ad impegnarci tutte/i insieme nella tutela dei diritti delle donne.

Ai negozi chiederemo di esporre all’entrata dei propri locali l’adesivo “Io sostengo la Casa della donna” che contiene tutti i riferimenti necessari a contattare i servizi offerti dall’associazione.

L’utilità quindi è duplice: sostenere economicamente la Casa e, allo stesso tempo, fare opera di informazione, poiché gli adesivi serviranno a raggiungere tutte le donne in difficoltà e che ancora non conoscono il Centro Antiviolenza.

I negozi che aderiranno alla campagna saranno citati nelle nostre pubblicazioni e sul sito istituzionale, che contiene una pagina dedicata al progetto.

Tutte/i le/gli altre/i cittadini/e potranno comunque sostenere privatamente la Casa della donna facendo delle donazioni attraverso un bonifico bancario intestato a:

Casa della donna

IBAN IT21N0503414024000000218367

Inoltre a fine anno, per coloro che aderiranno alla campagna, verrà rilasciata ricevuta di quietanza per la detrazione fiscale.

Per info contattare:

Associazione Casa della donna

tel/fax 050 550627

segreteria.casa@tiscali.it

SCARICA LA PRESENTAZIONE DELLA NOSTRA CAMPAGNA

SCARICA IL MODULO DI SOTTOSCRIZIONE

 

 

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Riportiamo con piacere l’elenco delle sostenitrici e dei sostenitori che hanno aderito alla Campagna, donandoci un contributo importante per la vita della nostra associazione. Grazie a voi tutt*

ELENCO SOSTENITRICI E SOSTENITORI DELLA CASA DELLA DONNA

Daria Favilla
Fiordiluce di Vittoria Bimbi
Ass.ne Il dragoncello
Emporio Armani
L’Arcolaio di Bertoncini Vittoria
Ghelardoni Graziella
De Santi Patrizia (Fiori e piante)
Antiquariato Trouvé di LorelayTrouvé
Di qua d’Arno sas di Martini Carlo
Maurizio Carni
Alimentari Sergio
Giovanni Allegrini Cine-Foto-Ottica
Asilo Nido Snoopy di Riglione
Michela Marinai
Laura Cuccuru
Fusco Alice
Ciampi Arianna
Anita Vellutini
Modulo snc
La Delizia srl
Margherita Jedlacek
Rossana Mugellesi
Odeon Tabacchi
Enrico Stampecchia (libreria Felice Cavallotti)
Cusmai Adriano
Gigolo snc
Silvia Ruberti
Guelfi Laura
Domenichini Marialuisa
Chiara Lazzaroni
Paolo Baschieri
Rossana Cionini
Alessandra Borghini
Maria Bruna Baldacci
Annamaria Campa
Maria elisa Bedani
Costanza Corvo
Ass.ne Utopia
Blue Mama snc
Centro studi L.S. Vygotskij onlus
Giorgio ristorante Pizzeria di Renzini Giorgio
Vannini Jonathan
Intimo Fantoccino snc
Cartoleria Marchi
Pizzeria SMS
Scubidù snc
Quaellà
Studio dentistico Stefania Lazzaroni
Corti Pierluigi
Corniceria Artistica di Baroni Elena
Simonetta Santarelli
Iper moda Factory di Navacchio
Concetta D’Angeli
Salone parrucchiera di De Vincenti Antonella
Cartoleria Etabeta
Stampa Corrente snc via delle Belle torri
Pasticceria Frangioni
Patrizia Gagliardi
Tabaccheria Borgo Largo
Annamaria Malloggi
Matteo Amodeo
Pasticceria Tripoli
Medico Pardini Giuliano
Basoccu Lucia
Copisteria Santa Caterina
Estetica ObaOba snc
Papini Moreno
Franca Placco
Silvia Baldacci
Pochini Silvia e Laura
Silvia Cardella
Fornaciari Sandra
Assicuratori Colucci
Ketty De Pasquale per Gruppo di docenti scuole medie Gamerra-Riglione
Elena Liotta
Paolo Fornai
Rita De Biasio