“VOCI DI DONNE”. Domenica 6 marzo ore 15:00, Circolo Rinascita

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Vi aspettiamo a “Voci di donne”

DOMENICA 6 MARZO alle ore 15:00 al Circolo Rinascita, in via del Borghetto 37,

che ci ospiterà.

Due donne del Centro Antiviolenza dell’Associazione pisana “Casa della Donna”, per diffondere la conoscenza del lavoro svolto dalle operatrici, impegnate nel contrasto alla violenza di genere in ogni sua forma: al confronto, aiutato anche dalla proiezione di alcuni video di sensibilizzazione, seguirà il momento conviviale della merenda sociale.
In questa giornata aderiremo simbolicamente con una sedia vuota alla campagna #postoccupato: “un gesto dedicato a tutte le donne vittime di violenza. Ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. Questo posto vogliamo riservarlo a loro, affinché la quotidianità non lo sommerga”

3° seminario del Ciclo Abbecedario Femminista in ordine sparso

I Seminario 160116

La Casa della donna è lieta di invitare tutti e tutte al 3° seminario del CICLO ABBECEDARIO FEMMINISTA IN ORDINE SPARSO

C come Cura di sé, delle relazioni, del mondo

con Elena Pulcini prof. ordinario di Filosofia sociale – Università di Firenze
e Marta Bonetti ricercatrice sociale

La cura è un tema che da tempo appassiona il pensiero delle donne. Ma di cosa paliamo quando parliamo di cura? Quali sono le motivazioni che la ispirano? Che nesso c’è tra cura di sé e cura dell’altro? Se da un lato è indubbio che la cura possa costituire un valore per le donne è vero anche che ciò può avvenire però a due condizioni: che essa venga riabilitata e liberata dalla retorica dell’altruismo e che le donne siano capaci di emanciparsi dalla loro tradizionale condizione di soggette alla cura per riconoscersi sovranamente come soggetti di cura.
                                                                                                                                                                      Elena Pulcini

“Never doubt that a small, thoughtful, committed group of citizens can change the world. Indeed, it’s the only thing that ever has”.

Prendendo spunto dalla frase di Margareth Mead che Paola aveva messo in calce alle sue mail, vorrei
esplorare alcune questioni critiche che attraversano l’associazionismo civico e i diversi modi di prendersi
cura del mondo. Quali forme di impegno civico sono privilegiate e “costruite” in epoca neoliberista? In
quali condizioni l’associazionismo può promuovere cambiamento sociale e nuove immaginazioni?
Attraverso storie ed esempi proveremo insieme a sollevare dubbi e interrogativi sul nostro presente.

                                                                                                                                                              Marta Bonetti

        III Seminario C. Cura di sé, delle relazioni, del mondo                                                                                                                                                           

                                                                                                                                                               

“Il caffè delle differenze”

Presidio in Largo Ciro Menotti, Sabato 7 Novembre ore 10–13

il caffè delle differenze

Le associazioni, i gruppi, le persone singole che da tempo lavorano sui progetti di educazione alle differenze saranno presenti Sabato 7 novembre dalle ore 10 alle ore 13.00 in Largo Ciro Menotti per dare una corretta informazione rispetto agli obiettivi e ai contenuti del loro impegno sociale e culturale.

L’evento è promosso ed organizzato dalla rete Educare alle differenze, ma è aperto a tutti quei soggetti (associazioni, collettivi, scuole, gruppi, persone, etc.) che sono interessati a condividere esperienze educative e formative nell’ambito del rispetto delle diversità presenti nei nostri ambienti e territori.

In questi mesi abbiamo assistito ad una mistificazione del nostro lavoro ed impegno, ad opera di soggetti che hanno la necessità di un “nemico” per costruire la loro identità e rafforzare la loro appartenenza ad un movimento: abbiamo provato a dialogare con queste persone, ma non hanno voluto.

Noi invece vogliamo su questi temi confrontarci con tutti e tutte: insegnanti, educatori ed educatrici, studenti e studentesse, cittadini e cittadine: offriremo un caffè (e una merenda per i più piccoli) per chi vorrà fermarsi per guardare, ascoltare, chiedere, sperimentare cosa è il lavoro della nostra rete.

Vi aspettiamo quindi con le vostre esperienze, con i vostri dubbi, domande e proposte sabato 7 novembre, la mattina, in Largo Ciro Menotti!

Rete pisana “Educare alle Differenze

IO SOSTENGO LA CASA DELLA DONNA. E TU? Un appello perché la “Casa” resti in via Galli Tassi

APPELLO “IO SOSTENGO LA CASA DELLA DONNA, E TU?”

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Chiediamo che la Provincia e il Comune di Pisa si impegnino affinché la palazzina di via Galli Tassi rimanga la sede della Casa della Donna, delle associazioni e reti di donne, da 25 anni luogo della libertà femminile, della politica delle donne e di servizi per la promozione di diritti e pari opportunità.

Da 25 anni la palazzina di via Galli Tassi 8 è il luogo concreto e simbolico del femminismo a Pisa. La “Casa della Donna” è proprio una casa, con varie stanze per le tante attività che vi si svolgono, è uno spazio aperto a tutte le donne, senza nessuna distinzione, dove centinaia di donne di generazioni, provenienze, formazioni, professionalità diverse hanno costruito un patrimonio di saperi, competenze, relazioni, in una molteplicità di ambiti, come la cultura delle donne: biblioteca specializzata in cultura di genere, i gruppi di ricerca e di iniziativa politica, le politiche di genere e la promozione dei diritti delle donne, la formazione e i progetti nelle scuole, le attività in carcere, l’intercultura e la cooperazione internazionale, l’ascolto-accoglienza- consulenza per donne vittime di violenza: centro antiviolenza e casa rifugio. Il centro antiviolenza è parte integrante di tutta l’attività della Casa, ispira il proprio operare alla pratica della relazione tra donne ( e non all’assistenza), con l’intento di far crescere la soggettività femminile e agisce politicamente per cambiare la cultura che produce violenza contro le donne e guerre. La “Casa” è un’associazione di promozione sociale per i diritti delle donne e di tutti, che fonda il suo operare nella costruzione di relazioni e reti e che considera imprescindibile la connessione sistematica con le altre organizzazioni, associazioni, gruppi, realtà istituzionali e non, di donne e non solo, che operano nel territorio cittadino, provinciale, nazionale ed estero.

E’ un’ associazione fortemente radicata nel proprio territorio, ha rapporti consolidati con gli enti e le istituzioni locali: Comune di Pisa e della zona pisana, altri comuni della provincia, Provincia di Pisa, Istituzione Centro Nord- Sud, Università, Società della Salute, ASL 5, Azienda ospedaliera, Prefettura, Questura, Carabinieri e con altre associazioni di donne, sia di volontariato che di promozione sociale, e con associazioni culturali e cooperative sociali. Ha convenzioni con la Provincia di Pisa per la gestione della sede, con la Società della Salute-ASL 5 per la gestione di servizi e attività contro la violenza di genere, ed ha convenzioni per i tirocini curriculari con i dipartimenti di Scienze Politiche, i Corsi di Laurea in Lettere e Filosofia, e in Scienze per la pace dell’Università di Pisa e di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze.

La Casa della donna è socia fondatrice del Coordinamento Regionale dei Centri Antiviolenza TOSCA e dell’ Associazione nazionale dei Centri Antiviolenza DiRe Donne in rete contro la violenza. A livello internazionale collabora con altre organizzazioni di donne a livello europeo, dei Balcani, del Mediterraneo, dell’ Asia e del SudAmerica.

Tutto questo che è stato realizzato con l’impegno ed il lavoro volontario di tantissime donne e con il sostegno delle istituzioni locali, rischia oggi di essere fortemente ridimensionato.

Prima di tutto è in dubbio la sede: la Provincia di Pisa ha inserito la sede di via Galli Tassi nell’elenco dei beni alienabili, e anche se non è ancora uscito il bando per la messa in vendita, il bene è considerato vendibile. Sappiamo di essere privilegiate ad avere una sede così bella, ma vorremmo ricordare che questo luogo è il simbolo delle lotte delle donne pisane. Era un rudere, quando il movimento delle donne lo occupò temporaneamente negli anni ’80, dopo una lunga trattativa tra Provincia e movimento, ci vollero 10 anni per ristrutturarlo, fu aperto l’8 marzo 1990, come sede della Commissione Provinciale pari opportunità, per altri 5 anni funzionò grazie alla collaborazione tra commissioni pari opportunità e gruppi di donne, che di fatto lo gestirono fino al 1996, quando finalmente nacque l’associazione, con il sostegno dell’allora sindaco Floriani e del presidente della Provincia Nunes. Pensavamo allora come oggi, che è un dovere delle istituzioni garantire spazi di agibilità politica per le donne, riconoscendo il ruolo insostituibile che l’associazionismo riveste per il raggiungimento della cittadinanza delle donne. Negli ultimi mesi abbiamo cercato molte volte un confronto diretto con il Sindaco e Presidente della Provincia Filippeschi, per avere informazioni più certe sia rispetto a via Galli Tassi, sia su un eventuale trasferimento nella nuova sede di via Gioberti, che comunque riguarderebbe solo il centro antiviolenza. Avevamo mantenuto una posizione interlocutoria molti mesi fa, perché ben comprendiamo le difficoltà in cui versa la Provincia, ma avremmo voluto sentire l’ opinione del Sindaco, su quale importanza ha il patrimonio che rappresentiamo per la città e la provincia e su quale futuro ci aspetta.

Noi ribadiamo che il centro antiviolenza è dentro la Casa e che qualsiasi proposta deve riguardare tutta l’associazione e garantire continuità e fattibilità. La “Casa” non è solo un capitale economico, è anche un capitale storico, culturale, politico, uno dei pochi esempi a livello nazionale, definiti “una dote” per le nuove generazioni di donne. Mentre in altre città nascono esperienze simili alla nostra, come a Milano, dove il Comune ha aperto una Casa delle donne solo pochi anni fa o città vicine come Lucca che stanno cercando di realizzarla, Pisa può permettersi di perdere o dilapidare un capitale sociale e politico così importante?

Inoltre, nel frattempo la nostra situazione economica è diventata critica, sono azzerati i contributi per l’associazione, i finanziamenti per il centro antiviolenza devono essere in gran parte anticipati e la gestione dei progetti è problematica. Infatti la partecipazione a bandi pubblici importanti, che ci ha dato la possibilità concreta di intensificare e migliorare i servizi, di diffondere saperi e pratiche e di impegnarsi nella prevenzione in modo più capillare, comporta la necessità di attendere l’effettiva erogazione dei fondi stanziati e il ricorso costoso al credito bancario, costi che diventano insostenibili.

L’Associazione Casa della donna vuole continuare a svolgere il suo ruolo sociale e politico per l’affermazione dei diritti delle donne e della cittadinanza femminile e per una città ed un territorio solidali e culturalmente attivi.

Chiediamo alla città, alle tante donne e uomini, alle associazioni e alle istituzioni, che ci conoscono e che hanno agito con noi ed anche a chi potrà farlo in futuro, di sostenere la nostra richiesta che la palazzina di via Galli Tassi resti alla Casa della donna, firmando l’Appello IO SOSTENGO LA CASA DELLA DONNA, E TU?

COME PUOI AIUTARCI

Firmando questo appello presso la nostra sede in via Galli Tassi, 8 negli orari di apertura della segreteria (lunedì e mercoledì dalle 9,30 alle 12,30 e dal lunedì al venerdì dalle 16,00 alle 19,00)

Aderendo all’appello mandando o un fax al numero 050550627 oppure una mail all’indirizzo iosostengolacasadelladonna@gmail.com con il tuo nome, cognome e il tuo indirizzo di posta elettronica

Diffondendo questo appello a parenti, amici e amiche, colleghi/e e tramite i social networks.

Diventando socia della Casa della Donna, facendo la tessera presso la nostra sede al costo di 30 euro per le socie ordinarie e di 10 euro per studentesse e precarie

Aderendo alla campagna di raccolta fondi “io sostengo la casa della donna”. Potrai consultare tutte le informazioni al riguardo al link: http://www.casadelladonnapisa.it/campagna-io-sostengo-la-casa-della-donna-contro-la-violenza-sulle-donne.html/

Facendo una donazione o presso la nostra sede o con un versamento tramite codice IBAN IT21N0503414024000000218367

Donandoci il tuo 5xmille indicando nella sezione apposita del mod. 730 ASSOCIAZIONE CASA DELLA DONNA

CF 93033330502

Chiediamo a tutte e tutti di sostenere la Casa anche via social media, pubblicando su Facebook e Twitter un selfie col cartello

#iostoconlaCasadellaDonna

 

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