Comunicato stampa:SOLIDARIETÀ A PATRIZIA E A TUTTE LE DONNE CHE DENUNCIANO LE VIOLENZE SUBITE

SOLIDARIETÀ A PATRIZIA E A TUTTE LE DONNE CHE DENUNCIANO LE VIOLENZE  SUBITE 
COMUNICATO STAMPA 
La mattina del 26 settembre saremo presenti davanti al Tribunale di Pisa per esprimere la nostra solidarietà a Patrizia, che è stata accolta dal Centro Antiviolenza della Casa della donna anni fa e che poi ha avuto il coraggio di denunciare le violenze subite. Vogliamo con questa iniziativa richiamare l’attenzione e sensibilizzare la cittadinanza sul problema diffuso, ma non abbastanza contrastato, della violenza sulle
donne.
Molte Associazioni insieme alle Istituzioni della Provincia di Pisa, dal 2005 hanno intrapreso azioni per contrastare la violenza di genere sulle donne e costruire un sistema integrato di servizi ed interventi. Una donna che chiede aiuto può essere accolta da uno dei punti della rete a cui si rivolge (centro antiviolenza, pronto soccorso, forze dell’ordine, servizio sociale, …) e trovare una persona che saprà come aiutarla, questo ha consentito di rilevare che il numero delle donne che chiede aiuto aumenta di anno in anno.
Nel 2013, 365 donne hanno chiesto aiuto ai centri antiviolenza della provincia di Pisa.
Ma la violenza sulle donne è un problema strutturale nel nostro paese ed è soprattutto un problema culturale: avviene spesso nelle relazioni d’intimità e continua ad essere un fenomeno in gran parte sommerso. Paura, confusione, un’idea dell’amore ancora pervaso di stereotipi, come quello della gelosia, che di fatto diventa controllo ed esercizio di potere. Tanti sono i motivi che fanno sì che una donna sopporti atti di maltrattamento e/o di persecuzione prima di decidersi a chiedere aiuto e a dire basta. E quando decide deve trovare un centro antiviolenza ed una rete, che la incoraggi e la sostenga in un percorso che, spesso non è né breve, né semplice.
L’Italia è stato tra i primi paesi a firmare la Convenzione di Istanbul, che riconosce la violenza sulle donne come una violazione dei diritti umani e si è impegnata a realizzare delle politiche globali ed integrate per affrontare il problema della violenza maschile, manca però un piano nazionale con finanziamenti certi, che è l’unico strumento per diminuire una violenza che non rappresenta l’eccezione ma la quotidianità per tante donne. Per prevenire i femminicidi bisogna intervenire prima, la repressione non basta.
Perciò di violenza sulle donne bisogna parlare tanto e in tanti luoghi, anche per smitizzare idee diffuse, che rischiano di colpevolizzare le donne.
Le donne che denunciano nel nostro paese sono poche, la denuncia spesso non è il primo passo per uscire, e non è il fattore che può dirci se la violenza sta diminuendo. Non c’è un osservatorio nazionale che sia in grado di fornire dati certi. Un solo dato: delle 271 donne che si sono rivolte al centro antiviolenza della Casa della Donna nello scorso anno, il 25% ha sporto denuncia – una percentuale maggiore rispetto alla media nazionale.
Denunciare per una donna significa affrontare un lungo percorso, nel quale più e più volte dovrà raccontare a persone diverse le violenze subite, dovrà rivedere l’uomo che le ha provocato sofferenze, aspettare, probabilmente, anni prima di ottenere un giudizio.
Perciò saremo, come sempre, vicine/i a Patrizia e a tutte le donne che hanno il coraggio di denunciare e di affrontare i processi.
Associazione Casa della Donna Pisa, TOSCA Coordinamento regionale dei centri antiviolenza, Associazione Le Amiche di Mafalda Pomarance, Associazione Eunice Pontedera, Associazione Frida San Miniato, Associazione Donne In Movimento Pisa, AIED Pisa, Associazione Amiche Dal Mondo Insieme, Nuovo Maschile, Queersquilie!, Municipio dei Beni Comuni, Associazione Utopia, Associazione Thèm Romanó, 
Arcilesbica Pisa, ARCI – Comitato provinciale di Pisa, Associazione Berretti Bianchi

Appello dell’ associazione nazionale D.i.Re al Governo

Dire_colori

Roma, 4 Aprile 2014

Al Presidente del Consiglio Matteo Renzi

La violenza maschile contro le donne è una priorità da affrontare nel nostro Paese. Con l’ insediamento del Suo Governo avevamo chiesto la nomina di una ministra per le pari opportunità, che fosse il punto di riferimento per coordinare tutti gli interventi e le strategie necessarie per contrastare il fenomeno e le discriminazioni che alimentano la violenza.

Le Pari Opportunità non sono state assegnate ancora né ad un ministero né in delega.

Il precedente Governo aveva avviato i tavoli di lavoro della task force interministeriale con un confronto tra istituzioni e associazioni per elaborare il nuovo Piano Nazionale Antiviolenza, individuando misure volte sia alla prevenzione del fenomeno che al sostegno e al rafforzamento delle vittime. Il Dipartimento per le Pari Opportunità stava svolgendo il suo ruolo istituzionale di coordinamento fra tutte le amministrazioni, centrali e decentrate.

A questi tavoli abbiamo portato l’esperienza ventennale dei 65 Centri Antiviolenza aderenti a D.i.Re, che negli anni hanno accolto migliaia e migliaia di donne, costruito reti ed elaborato progetti di contrasto alla violenza. Abbiamo chiesto la realizzazione di tutte quelle misure e azioni previste dalla Convenzione di Istanbul e dalle direttive internazionali ancora inapplicate in Italia.

Oggi il Piano Nazionale Antiviolenza non è stato ancora rinnovato.

Il precedente Governo aveva deciso di distribuire ai Centri Antiviolenza e alle Case Rifugio 17 milioni di euro per il biennio 2013-2014 come previsto dalla legge n. 119 del 2013, la c.d. legge contro il femminicidio. D.i.Re auspica che al più presto vengano assegnati ai Centri i finanziamenti stanziati, in un’unica soluzione, al fine di consentire continuità ai progetti di sostegno e aiuto alle donne che intraprendono percorsi di uscita dalla violenza. L’ associazione nazionale D.i.Re chiede:

• Che la violenza maschile contro le donne sia una priorità nell’agenda politica del Suo governo;

• Che si concluda il confronto avviato tra le istituzioni e le associazioni nell’ambito della task force interministeriale, istituita dal precedente governo e coordinata dal Dipartimento per le Pari Opportunità;

• Che sia rinnovato il Piano Nazionale Antiviolenza;

• Che siano assegnati ai Centri Antiviolenza e alle Case Rifugio i fondi previsti della legge n. 119 del 2013, individuando chiari criteri di distribuzione;

• Che l’ attuale Governo si assuma l’ impegno affinché i Centri Antiviolenza e le Case Rifugio siano finanziati in maniera certa e costante, sottraendoli all’ incertezza, alla sopravvivenza o al rischio di chiusura.

Invitiamo tutte le associazione di donne, le cittadine e i cittadini, le/i parlamentari a sostenere il nostro appello affinché le donne che subiscono violenza siano accolte dai Centri Antiviolenza nel rispetto della loro autodeterminazione e della loro libertà.

Per sottoscrivere l’ appello scrivere a direcontrolaviolenza@women.it

Ci ha lasciate Nicoletta Livi Bacci

Nicoletta-Livi-BacciCi ha lasciate Nicoletta Livi Bacci, fondatrice, con Catia Franci, dell’associazione Artemisia che si batte da anni contro la violenza sulle donne.

Di Artemisia è stata presidente per 17 anni, attualmente nel consiglio direttivo era responsabile delle case rifugio per le situazioni più a rischio. E’ stata promotrice, assieme ad altri centri antiviolenza, dell’associazione nazionale D.i.Re che comprende 65 centri antiviolenza in tutta Italia ed è stata rappresentante dei centri antiviolenza della Toscana nel primo direttivo, ed ha promosso la rete regionale dei centri antiviolenza TOSCA. Così la ricordano le amiche dell’ Associazione Artemisia “Nicoletta Livi Bacci, socia fondatrice e presidente dell’Associazione Artemisia, ci ha lasciato in eredità la sua forza, passione, determinazione e la sua grande benevolenza “E’ stata un punto di riferimento attivo a livello locale e nazionale per tutti i movimenti femministi e le associazioni in difesa dei diritti delle donne, dei bambini e delle bambine e per la lotta contro ogni forma di violenza. Abbiamo condiviso con lei l’impegno nella protezione delle donne e dei loro figli e figlie e l’impegno nella diffusione di una cultura dell’accoglienza, del rispetto e dell’empowerment”, aggiungono le “Artemisie, come ci chiamava lei”, annotano le socie di Artemisia. “La sua esperienza quotidiana nelle case rifugio che Artemisia gestisce, dove sono ospitate donne con i loro figli e figlie che si trovano in estremo pericolo, è diventata per tutte un patrimonio di saperi. Con il suo entusiasmo ha scosso e trascinato le coscienze, tante persone e le istituzioni verso politiche concrete di contrasto alle discriminazioni e per il riconoscimento della libertà e inviolabilità del corpo femminile. Porteremo sempre con noi – concludono – il suo meraviglioso sorriso, la sua seria leggerezza e il suo rigore”.

Anche per noi che l’abbiamo conosciuta e abbiamo lavorato con lei nella rete regionale dei centri antiviolenza  è stata un riferimento fondamentale per l’elaborazione di proposte politiche e per la riflessione sul lavoro dei centri antiviolenza.  Siamo vicine alle amiche di Artemisia e alla famiglia, e continueremo il nostro lavoro, portando con noi la sua forza e determinazione.

Nel 1999, in rappresentanza di Artemisia, ha ottenuto il Premio Nazionale per la solidarietà e nel 2003 è stata insignita del Fiorino D’Oro dal Comune di Firenze.  “Ci ha lasciato una donna intelligente ed appassionata, da sempre impegnata nell’associazionismo in difesa dei più deboli, che ha legato la sua vita alla difesa delle donne”, ha detto il vicesindaco Dario Nardella, esprimendo il suo cordoglio al marito della scomparsa, Massimo Livi Bacci, professore di demografia all’Università di Firenze e senatore Pd nella scorsa legislatura, e ai figli Lorenzo e Caterina. Il presidente della Regione, in rappresentanza di tutta la giunta, esprime il suo profondo cordoglio per la scomparsa di Nicoletta Livi Bacci, una donna che si è intensamente impegnata sul fronte dei diritti delle donne vittime di violenza. Proprio di recente nella sala Pegaso della sede della presidenza regionale si è svolta una importante riunione a cui Nicoletta aveva partecipato. Per mettere a fuoco i problemi e per concordare strategie di contrasto alla violenza e di prevenzione diffuse sul territorio regionale. La scomparsa di Nicoletta Livi Bacci lascia un vuoto che gli impegni presi con lei e con la rete dei Centri antiviolenza sono impegnati a colmare. La Vice Presidente del Senato Valeria Fedeli ”Le sue battaglie hanno reso le donne più consapevoli” “Sono davvero addolorata per la morte di Nicoletta Livi Bacci, una donna che si è sempre battuta per i diritti delle donne e la diffusione e l’ affermazione della cultura della parità di genere. Un impegno che, insieme a quello per la difesa e la tutela dei minori, e’ stato sempre al centro della sua vita e delle sue battaglie. Alla sua passione si deve la nascita dell’Associazione Artemisia, che si occupa di donne e minori che subiscono violenza, e ancor prima della Libreria delle Donne di Frenze. Il suo lavoro serio e rigoroso, con il quale ha contribuito a far si che le donne fossero più consapevoli dei propri diritti, le e’ valso il Premio nazionale per la solidarietà. Oggi sento di doverla ringraziare per le tante battaglie che ha portato avanti con dedizione e coraggio”.