La Luna Nuova – letture 2013-2014

Nel  2013-14 il Gruppo di lettura ha letto e discusso le seguenti opere

 

 

Attraverso le generazioni

 

Elizabeth von Arnim, Un incantevole aprile, 1922

Alba de Céspedes, Nessuno torna indietro, 1938

Alba de Céspedes, Quaderno proibito, 1950

Luisa  Adorno, L’ultima provincia, 1962

Luisa  Adorno, Le dorate stanze, 1985

Luisa Adorno, Arco di luminara, 1990

Dacia Maraini, Dolce per sé, 1997

Guadalupe Nettel, Il corpo in cui sono nata, 2011

Miriam Mafai, Una vita, quasi due, 2012

 

Le donne appassionate di Ermanno Rea

 

Ermanno Rea, Mistero napoletano, 1995

Ermanno Rea, Il sorriso di don Giovanni, 2014

 

Lettura estiva

Nahl Tajadod, L’attrice di Teheran

 

Nella biblioteca della Casa della Donna
si trovano opere di
Elizabeth von Arnim, Alba de Céspedes, Luisa Adorno, Dacia Maraini, Miriam Mafai

Gruppo di studio e intervento “IL SESSISMO NEI LINGUAGGI”

Un  post sulle attività e le proposte del gruppo “Il sessismo nei linguaggi”

 

DOCUMENTO SESSISMO NEI LINGUAGGI

 

 

Il gruppo mette gratuitamente a disposizione di scuole, associazioni o gruppi che ne abbiano interesse una Mostra formata da 5 cartelli 70×100 cm plastificati utilizzabili anche singolarmente.
I titoli dei singoli pannelli sono: Introduzione alla mostra. I nostri interventi. Quotidiane discriminazioni.I buoni esempi. I media.
Chi ne abbia interesse può contattare la Segreteria della Casa per stabilire accordi.

 

Università di Lipsia: quando si dice “donna” per dire “umanità” di Monica Lanfranco

Riportiamo qui l’articolo di Monica Lanfranco apparso ieri, 6 giugno,  su “Donne di Fatto”- blog del Fatto quotidiano

Già da aprile, (ma la notizia viene rilanciata solo ora), all’Università di Lipsia, una delle più autorevoli in Germania, è in uso il femminile, anche per gli uomini, per indicare i ruoli svolti negli atenei, e i biglietti da visita, i siti web e la carta intestata dovranno essere aggiornati alla luce di questa rivoluzione linguistica: la professora (o professoressa), la ricercatrice, la rettora o rettrice sono le parole usate per individuare chiunque, docenti maschi compresi.

E’ il primo caso al mondo di sessuazione del linguaggio che adotta il femminile per indicare l’umanità, (da noi si usa il cosiddetto neutro maschile), un ossimoro evidente perché la neutralità, se è maschile, non è neutra. Continue reading