Corso di formazione per operatrici volontarie

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Corso di formazione per volontarie per il 2016

L’Associazione Casa della Donna offre a donne motivate a dare il loro contributo volontario nei servizi attivati nella struttura, un corso di formazione, che prevede un programma articolato in:

Ciclo di seminari “Abbecedario femminista in ordine sparso”: l’intento è di far conoscere e approfondire i concetti base, la storia e il lessico dei Femminismi. Ogni seminario sarà condotto da una relatrice esperta dell’argomento e seguito da dibattito / laboratorio/ tavola rotonda.

2 moduli di formazione specifica a scelta (A o B):

A- Modulo “Il centro antiviolenza della Casa della Donna: agire contro la violenza di genere” per le donne che desiderano svolgere attività di volontariato nel Centro Antiviolenza

B- Modulo “La Biblioteca Anna Cucchi della Casa della Donna di Pisa: una biblioteca di genere” per le donne che desiderano svolgere attività di volontariato nella Biblioteca della Casa della donna.

Per accedere al corso di formazione è necessario inviare alla mail segreteria.casa@tiscali.it

entro il 4 gennaio 2016:

1. Il proprio CV ;

2. una lettera motivazionale.

E’ previsto un colloquio di selezione, che si terrà nei giorni 11 e 12 gennaio 2016

Il corso è rivolto a donne di età diverse e di varie professionalità: giovani studentesse o occupate, donne adulte, pensionate, che non siano già esperte, ma sicuramente motivate sia alle tematiche oggetto dei nostri interventi, sia ad operare con noi in maniera continuativa e a dare il loro contributo, anche partecipando alla vita associativa, al raggiungimento della Consapevolezza di sé e dei Diritti di tutte le donne, all’Autonomia e all’Autodeterminazione. 

La frequenza al corso è obbligatoria per il rilascio di un attestato (minimo numero di lezioni 70%) Continue reading

Manifestazione contro la VIOLENZA SULLE DONNE 25 novembre 2015 – Ponte di Mezzo

Manifestazione
contro la VIOLENZA SULLE DONNE
25 novembre 2015 – Ponte di Mezzo 

Vuoi unirti alla Casa della donna nella manifestazione contro la violenza sulle
donne del 25 novembre? Sei pronto a far parte del cordone rosso che si riunirà
al centro del Ponte di Mezzo per sensibilizzare al fenomeno della violenza maschile
contro le donne e ricordare i femminicidi di questo anno?

Ecco come fare segui le nostre indicazioni:

COME?
Porta una sciarpa o un pezzo di stoffa di colore rosso. Ogni pezzo sarà legato
ad un altro creando due cordoni che partendo da due punti diversi della città
si riuniranno sul Ponte di Mezzo.

DOVE?
Due sono i punti di aggregazione. A nord del Ponte di Mezzo in L.go Ciro Menotti.
A sud del Ponte di Mezzo in Piazza del Carmine. Nei punti di aggregazione
troverete alcune amiche della Casa, riconoscibili perché indosseranno qualcosa
di rosso.

QUANDO?
Alle 15:30 in uno dei due punti di aggregazione. Alle 16 occuperemo con il nostro
cordone rosso il Ponte di Mezzo.

PERCHE?
L’Assemblea dell’Onu ha designato il 25 novembre come Giornata Internazionale
per l’eliminazione della violenza contro le donne e ha invitato i governi,
le organizzazioni internazionali e le Ong a organizzare in quel giorno attività volte a
sensibilizzare l’opinione pubblica.

La scelta del 25 novembre ricorda la vicenda delle sorelle Mirabal.
Il 25 novembre del 1960 nella Repubblica Domenicana le sorelle Mirabal si recavano
a far visita ai loro mariti in prigione quando furono bloccate sulla strada da agenti
del Servizio di informazione militare. Furono condotte in un luogo nascosto nelle
vicinanze, lì furono torturate, massacrate e strangolate, per poi essere gettate in un
precipizio, a bordo della loro auto, per simulare un incidente.

Comunicato Stampa D.i.Re e Casa della Donna: L’Alienazione Parentale è uno strumento di pura invenzione di chi vuole paralizzare le scelte di vita delle donne

Comunicato stampa di D.i.Re, Rete nazionale dei Centri Antiviolenza e della Casa della Donna

L’Alienazione parentale (AP) nuova definizione della ex PAS (sindrome di alienazione parentale) è uno strumento di pura invenzione di chi vuole paralizzare le scelte di vita delle donne che desiderano separarsi da un uomo violento.
Spiace quindi vedere che da due giorni sui canali privati nazionali va in onda uno spot che chiede di donare con un sms due euro per combattere la Pas o AP, questa sindrome falsa, inesistente, e immancabilmente utilizzata per criminalizzare le madri e difendere padri abusanti o mariti violenti, a dispetto della salute e della sicurezza dei bambini che hanno visto il padre maltrattare la madre.
Lo spot di cui parliamo è firmato da Doppia Difesa, associazione fondata dall’avvocata Giulia Bongiorno (che sta portando avanti una proposta di legge) e dalla showgirl Michelle Hunziker e che fin dai suoi albori ha dichiarato di voler lottare contro la violenza esercitata dagli uomini nei confronti delle donne. Doppia difesa avrà assistito donne che vogliono separarsi dal violento e non riescono a tenerlo lontano dalla loro vita perché ci sono i figli?
Noi abbiamo esperienza di questo grazie alle migliaia di donne assistite in percorsi di separazione e i cui compagni, padri dei figli avuti in comune, non accettano la scelta della donna di allontanarsi da un uomo violento, controllante e limitante la loro libertà. E’ proprio in questo momento che viene messo in atto il ricatto sui figli, l’utilizzo strumentale dei bambini per continuare a dare disturbo alla madre, per controllarla e renderle la vita ancora un volta più penosa, colpendola negli affetti profondi, così cercando di ottenere da lei la sottomissione su aspetti personali ed economici della nuova organizzazione di vita da separata.
Doppia difesa ha presente che l’articolo 31 della Convenzione di Istanbul, ratificata dallo Stato italiano con la Legge 77 del 2013, afferma che nella scelta in ordine alla custodia dei figli il giudice deve tener conto degli episodi di violenza accaduti in famiglia e della sicurezza di chi tale violenza l’ha subita?
Lanciare una campagna contro una sindrome inesistente al fine di sostenere un progetto di legge che vorrebbe introdurre il reato di alienazione parentale significa fare danno a tutte le donne che hanno figli e vogliono separarsi da un uomo violento. Lo scorso 30 ottobre gli spot e l’iniziativa di raccolta fondi sono stati presentati addirittura alla Scuola di perfezionamento per le Forze di Polizia.
Come è possibile che il Ministero degli Interni avvalli e sostenga l’iniziativa di Doppia Difesa che non ha fondamento giuridico né scientifico? Che cosa ha da dire il Garante per l’Infanzia su questi spot in cui a turno uno dei due genitori viene demonizzato? Perché tace il Ministero della Giustizia che, rispondendo ad interrogazioni e interpellanze, ha affermato che la Pas non può essere utilizzata nei Tribunali? Il Ministero degli Interni ha dunque il potere e l’arbitrio di contraddire e mettere in ridicolo gli altri dicasteri, la magistratura, la comunità scientifica tutta?

Qualche dato di realtà:

Il Ministero della Sanità, a seguito dell’interpellanza parlamentare n. 2-01706 del 16 ottobre 2012, seduta n.704, ha chiarito che “Sebbene la Pas sia stata denominata arbitrariamente dai suoi proponenti con il termine disturbo, l’Istituto superiore di sanità non ritiene che tale costrutto abbia né sufficiente sostegno empirico da dati di ricerca, né rilevanza clinica tali da poter essere considerata una patologia e, dunque, essere inclusa tra i disturbi mentali nei manuali diagnostici”? La Corte di Cassazione stessa nel 2013 è ritornata sulla questione precisando che la PAS non gode di nessuna validità scientifica e pertanto “nei giudizi in cui sia stata esperita c.t.u. medico-psichiatrica […] il giudice di merito è tenuto a verificare il fondamento, sul piano scientifico, di una consulenza che presenti devianze dalla scienza medica ufficiale e che risulti, sullo stesso piano della validità scientifica, oggetto di plurime critiche e perplessità da parte del mondo accademico internazionale, dovendosi escludere la possibilità, in ambito giudiziario, di adottare soluzioni prive del necessario conforto scientifico e potenzialmente produttive di danni ancor più gravi di quelli che intendono scongiurare.” (Cass. Pen. n. 7041 del 20/03/2013). Anche il Comitato CEDAW (Onu) nel 2011 ha invitato le autorità italiane ad arginare l’utilizzo nei tribunali di riferimenti alla “discutibile teoria della PAS” per limitare la genitorialità materna (Comitato CEDAW, 2011, paragrafo 51).

Perché il Ministero degli Interni non sostiene con altrettanto vigore l’azione dei Centri Antiviolenza, gli unici che giorno dopo giorno da trent’anni difendono le madri maltrattate e i figli che assistono alla violenza domestica? Aspettiamo una risposta.

#ConLeDonneXLeDonne: Campagna di sensibilizzazione di Avène

#ConLeDonneXLeDonne
contro ogni forma di violenza.

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È partita la campagna di sensibilizzazione e informazione contro la violenza maschile sulle donne di Eau Thermale di Avène in collaborazione con D.i.Re. La campagna proseguirà fino al 25 novembre 2016, giornata internazionale dell’Onu contro la violenza alle donne.
Il progetto è articolato in tre momenti:
A partire dal 14 ottobre tutte le persone sensibili e coinvolte in questa battaglia sono chiamate a condividere sui social network e in particolare su Instagram un contributo fotografico che non mostri immagini di violenza ma di amore, rispetto fra uomo e donna e condivisione.
Dal 20 novembre gli scatti raccolti durante questo mese di mobilitazione saranno esposti a Roma in una mostra dedicata.
Il 25 novembre Avène inviterà tutti a contribuire alla mobilitazione mondiale attraverso Twitter, twittando un pensiero o una riflessione e contrassegnandolo con l’hastag #ConLeDonneXLeDonne. Saranno coinvolte in questo percorso di consapevolezza un gran numero di farmacie sparse su tutto il territorio nazionale, sarà distribuito
materiale divulgativo e informativo sull’ampiezza e la gravità della violenza maschile contro le donne e sui centri Antiviolenza dove le donne possono rivolgersi nel rispetto dell’anonimato e della loro volontà.
Titti Carrano, Presidente di D.i.Re, è intervenuta per sottolineare quanto sia importante che le aziende e le imprese private affianchino la Rete dei Centri Antiviolenza nell’azione di contrasto a un fenomeno strutturale che riguarda gran parte delle donne italiane:
“I Centri Antiviolenza sono luoghi di libertà, dove le donne che subiscono violenza trovano ascolto, accoglienza e dove possono cominciare un progetto di vita libero e autonomo – ha detto Titti Carrano – Purtroppo i finanziamenti pubblici sono scarsi, incerti e intermittenti. Per questo è molto importante che le aziende private e le imprese più sensibili ci affianchino in questa battaglia.
Attraverso l’azione di Avène avremo occasione di entrare in contatto con un gran numero di donne che entrano in farmacia, dare loro informazioni e far conoscere i centri antiviolenza”.

Più informazioni: http://www.avene.it/notizie/201510131818/conledonnexledonne