Festival
Liberǝ dalla violenza
II EDIZIONE, NOVEMBRE - DICEMBRE 2026
Calci, Cascina, Fauglia, Pisa, Ponsacco, Pontedera, San Giuliano Terme, Vecchiano, Vicopisano
Torniamo, per il secondo anno, a riempire di parole, suoni, immagini, corpi e relazioni le piazze e i luoghi del nostro territorio. Torniamo perché la strada fatta insieme lo scorso anno ci ha mostrato quanto bisogno ci sia di spazi in cui parlare di violenza maschile sulle donne e di violenza di genere con le parole dei femminismi e dei Centri Antiviolenza, e perché la posta in gioco, nel frattempo, si è fatta ancora più alta.
Il tema che abbiamo scelto per questa edizione è il consenso.
Nel novembre 2025 la Camera ha approvato all'unanimità una riforma del reato di violenza sessuale che poneva al centro il consenso libero e attuale: un passo in linea con la Convenzione di Istanbul e con ciò che molte sentenze già riconoscono. Poi, al Senato, il testo è stato stravolto. Il disegno di legge Bongiorno ha sostituito il consenso con la "volontà contraria", spostando il baricentro dalla prova del sì alla valutazione del no.
Da allora le piazze, i movimenti femministi, transfemministi e i Centri Antiviolenza si sono mobilitati con un'unica parola d'ordine: senza consenso è stupro.
Il consenso è una scelta attiva, libera e revocabile. Non è la rinuncia a opporsi, non è l'assenza di un no, non si presume e non si negozia. È la base di ogni relazione fondata sulla libertà di essere, di scegliere, di autodeterminarci. E per questo non riguarda solo le aule di giustizia: riguarda il sesso e gli affetti, le relazioni di lavoro, la medicina, i social, le scuole, gli spazi che attraversiamo ogni giorno. Imparare a riconoscerlo, a chiederlo, a rispettarlo è un'educazione collettiva, per questo è imprescindibile l'educazione sessuo-affettiva nelle scuole.
La nostra risposta, anche quest’anno, è fare rete. “Liberǝ dalla violenza” è un festival diffuso, che non si concentra in un unico luogo ma attraversa il territorio e la provincia di Pisa, dai centri più grandi ai comuni più piccoli, là dove siamo presenti ogni giorno con i nostri sportelli antiviolenza.
La violenza di genere non riguarda solo le città, e nemmeno la risposta alla violenza può esserlo. Portare il festival nei paesi, nelle piazze, nelle biblioteche, nei teatri, nelle scuole e nei circoli significa andare dove le donne e le persone che subiscono violenza vivono, lavorano, studiano, cercano ascolto. Significa far sapere che i Centri Antiviolenza ci sono, che sono vicini, che sono gratuiti e che nessunǝ è sola.
Nove comuni, un mese e mezzo di appuntamenti: convegni, seminari, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, proiezioni, laboratori e mostre, costruiti con le realtà del territorio, le associazioni, le amministrazioni, le scuole. Ogni appuntamento affronta il tema del consenso da un’angolatura diversa, perché il consenso attraversa ogni ambito della vita, e ognuno è pensato per parlare a un pubblico ampio, per intercettare lǝ personǝ più o meno giovani e per rafforzare il lavoro della rete contro la violenza. Il Festival parla di violenza maschile sulle donne e di violenza di genere con le parole elaborate nei femminismi e nei Centri Antiviolenza, e le restituisce al territorio che le ha rese necessarie. Vogliamo essere liberǝ dalla violenza!



