Nessun finanziamento a chi ostacola contraccezione e libera scelta delle donne

Pubblichiamo la lettera che il Coordinamento toscano dei centri antiviolenza (Tosca) ha inviato al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi lo scorso 8 aprile. Nella lettera si chiede il ritiro dell'accordo stipulato tra la Regione e il Forum toscano per i diritti della famiglia perché lede i diritti e la libertà delle donne. Invitiamo a condividere e diffondere il testo.

I quattordici centri antiviolenza che costituiscono il ​Coordinamento Tosca intendono con la presente esprimerle la loro grande preoccupazione rispetto ai contenuti dell’Accordo di collaborazione recentemente sottoscritto tra la Regione Toscana - Aziende Sanitarie Ausl Toscana Centro, Ausl Nord Ovest, Ausl Sud-Est e il Forum toscano per i diritti della famiglia.

L’Accordo finanziato dalla Regione Toscana (art. 4 all. Dgr. 1886/2017) interessa aree di intervento specifiche dei consultori del servizio pubblico e prevede una collaborazione per la progettazione e realizzazione di azioni e iniziative con la rete di servizio e sostegno del Forum.

Il “Forum toscano per i diritti alla famiglia” è dichiaratamente antiabortista e nel suo sito web sono espresse posizioni che contrastano con il principio di laicità dello Stato, mettono in discussione l’autodeterminazione della donna e promuovono una visione della famiglia tradizionale, formata unicamente da una coppia uomo-donna e figli con la donna relegata ad un ruolo prevalentemente materno e domestico.

Ci ha meravigliato che la Regione Toscana, da sempre attenta al rispetto e alla promozione dei diritti delle donne e di tutte le diversità, abbia approvato un siffatto accordo.

In particolare poniamo l’attenzione sui seguenti aspetti dell’Accordo:

​- area socio educativa: le azioni dell’Accordo riguardano la promozione del benessere psico-fisico dei ragazzi e delle ragazze preadolescenti nella fase di maturazione affettiva e sessuale in collaborazione con la scuola e i genitori. Tale azione di lavoro con i ragazzi e le ragazze ha un’importanza fondamentale sul piano della prevenzione per la costruzione di modelli non stereotipati del maschile e del femminile che possono incidere sul piano culturale nel cambiamento dei rapporti uomo/donna anche a contrasto della violenza di genere e delle discriminazioni.

Su questa azione ci aspettavamo collaborazioni con i centri antiviolenza che da anni sono impegnati sul territorio regionale e nazionale a contrastare il fenomeno della violenza alle donne e ai loro figli, collaborazioni volte a creare sinergie tra soggetti del pubblico e del privato con l’obiettivo di dare vita a percorsi strutturati a partire dalle scuole.

- area socio-sanitaria: ​in quest’area, ​estesa anche al percorso nascita e Ivg (interruzione volontaria della gravidanza), riaffermiamo il diritto all’autodeterminazione di ciascuna donna nel decidere la propria maternità e che tale diritto debba essere garantito nella sua applicazione secondo la legge 22/5/78 n. 194 e nel percorso consultoriale anche con l’applicazione dell’aborto farmacologico e l’accesso alla contraccezione gratuita.

Ci saremmo aspettate un aumento di finanziamenti per la contraccezione gratuita e per il potenziamento della rete consultoriale non certo finanziamenti a chi ostacola la contraccezione e la libera scelta delle donne.

Ci chiediamo quali siano gli strumenti di controllo che si intende mettere in atto a garanzia della privacy e riservatezza delle donne, dell’effettiva applicazione della legge n. 194, della chiarezza metodologica dell’accoglienza e della presa in carico, nonché quali siano il ruolo e le funzioni del Forum nelle reti territoriali.

In particolare per quanto attiene l’accoglienza nei consultori di donne vittime di violenza, di cui l’Accordo non fa cenno, esprimiamo la nostra contrarietà all’applicazione di interventi di mediazione come peraltro ribadito dalla Convenzione di Istanbul ratificata dal nostro paese.

Sottolineiamo l’importanza che i consultori possono avere nel rilevare situazioni di violenza contro le donne durante la gravidanza e auspichiamo maggiori collaborazioni con i centri antiviolenza definendo modalità e percorsi condivisi per la presa in carico.

Pertanto Le chiediamo il ritiro dell’Accordo sottoscritto con il “Forum toscano delle associazioni per i diritti della famiglia” e un incontro per approfondire la tematica.

Grazie per la Sua disponibilità

Coordinamento Centri Antiviolenza Toscani - Tosca, Associazione “Donne Insieme Valdelsa” - Colle Val d ‘Elsa Associazione “Pronto Donna” - Arezzo, Associazione “Artemisia” - Firenze, Associazione “Luna”- Lucca, Associazione “365giornialfemminile”- Montecatini, Associazione “Amica donna” – Montepulciano, Associazione “Casa della donna” – Pisa, Associazione “Donna chiama donna” – Siena, Associazione “ Arpa” – Massa, Alice cooperativa sociale-centro “La Nara”- Prato, Associazione “Frida”- San Miniato, Associazione “ L’una per l’altra” – Viareggio, Associazione “ Olympia de Gouges” - Grosseto- Orbetello.