Focus sulle riviste della nostra biblioteca

La biblioteca della Casa della donna ha una vasta e importante raccolta di riviste femministe . È vasta perché abbiamo 19 riviste in corso e 104 riviste cessate.

Tra le riviste in corso c’è: Azione non violenta, La camera blu, Cronache e opinioni, DWF, Il foglio de Il paese delle donne, Genesis, Legendaria, Leggere donna, Marea, Mezzocielo, Noi donne, Rassegna bibliografica infanzia-adolescenza, Rifugiati, Via Dogana.

Tra le riviste cessate abbiamo testate celebri come: L’erba voglio, Fuori, Effe, Donne e politica, Sottosopra, Quotidiano donna, Memoria. È una raccolta importante poi perché presente solo in questa biblioteca nella sua interezza e perché possediamo i primi numeri delle riviste ormai introvabili, di rilevanza storica perché ricostruiscono le tappe fondamentali del primo femminismo.

Eccone di seguito alcune, le più antiche, che poi potrete vedere esposte alla Casa.

Incominciamo dalla veterana –NOI DONNE– fondata nel 1944, mensile, organo dell’UDI sino al 1990. Nel primo numero (1 luglio 1944) sotto il titolo “Il nostro compito” troviamo scritto: “La guerra ha portato lontano i nostri uomini, abbiamo assunto il ruolo grave di capo famiglia e spesso sentiamo il bisogno di una voce amica. Noi donne sarà appunto questo,la confidente alla quale voi vi potete rivolgere per sentire la parola adatta ed affettuosa che noi donne tanto desideriamo . Questo giornale si rivolge all’operaia, alla contadina, alla studentessa, alla sartina, alla donna o alla ragazza di casa”. Massima diffusione fu negli anni settanta, protagonista delle lotte per la parità di salario, divorzio,aborto, tutela maternità. Continua ad uscire ed è reperibile per abbonamento . Pubblica anche il supplemento “Legendaria”.

L’ERBA VOGLIO: bimestrale, edito dal 1971 al 1977, col sottotitolo “Servitù e liberazione di massa”, si occupò di: antiautoritarismo, pedagogia alternativa, femminismo, antipsichiatria, antimilitarismo, lotte operaie, controinformazione, psicoanalisi, sempre al di fuori della sinistra ortodossa. Luisa Muraro e Lea Melandri collaborarono ed è della Melandri l’articolo con cui inizia il primo numero e cioè “Insubordinazione di classe”.

Si tratta della lotta nella scuola per abbattere la struttura tradizionale essenzialmente autoritaria –coercizione da una parte e passività degli studenti dall’altra- e dare vita a una organizzazione nuova, rivoluzionaria, potere collettivo della classe, strumenti critici,rifiuto del ruolo da parte degli insegnanti, assemblea dei genitori. Nell’ultimo numero-marzo 1977- oltre alla trascrizione in presa diretta dell’irruzione della polizia a Radio Alice (controinformazione), è annunciato un nuovo ciclo di pubblicazioni che però non ci sarà.

FUORI: fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano. Edito nel 1972. Noi abbiamo le annate 1972-1973 e  1979-1980. Omossesualità e liberazione è il titolo del primo articolo. Angelo Pezzana nel primo numero annuncia: “Per la prima volta l’omosessualità entra sulla scena da protagonista, gestisce in prima persona la sua storia. Grande risveglio. Prima di noi è toccato a ebrei, neri, ora tocca a noi.” Tutta la raccolta di Fuori (1972-1980) si trova sul sito: omofonie.it.

EFFE: nasce nel 1973 ed esce mensilmente sino al 1982. Vuole essere “la prima rivista femminista italiana nata come rivista di attualità e cultura legata al movimento” Significativa la vicenda editoriale: sino al 1974 e’ edita da Dedalo, poi dalla cooperativa Effe formata dalla redazione, sottotitolo da allora è “mensile femminista autogestito”. Sottoscrizioni e abbonamenti garantiscono l’autonomia della pubblicazione. Inoltre giornaliste e fotografe lavorano gratis,con la collaborazione aperta a tutti i gruppi femministi. Anche la pubblicità,quando offende la donna,viene rifiutata. Vi scrivono molte firme conosciute come Adele Cambria, Elena Gianini Belotti, Dacia Maraini ecc. I temi: aborto,violenza sessuale, produzione culturale delle donne, sguardo esteso al mondo.

DONNE E POLITICA: Rivista della sezione femminile del P.C.I. dal 1969 al 1986; poi confluisce in RETI pratiche e saperi delle donne dal1987 al 1992. La nostra biblioteca possiede la rivista dal 1974 al 1986. Troviamo scritto nel primo numero “Rivista promossa da donne comuniste e costruita insieme a donne provenienti da altre esperienze. Rivista nata (tra gli altri obiettivi) per capire quanta parte della nostra esperienza -che la cultura e informazione presentano come neutra- abbia invece un’impronta maschile”. Collaborano molte e famose intellettuali, ultima direttrice Livia Turco.

SOTTOSOPRA: Milano, 1973-1976, interruzione di 7 anni, riprende ad uscire nel 1983 come foglio di grande formato che propone ogni volta un tema da dibattere. Inizialmente invece sono quaderni grossi, ne escono 4, con testi di vario tipo: resoconti di riunioni e convegni, volantini, riflessioni, recensioni, racconti. Quasi sempre non c’è il cognome della autrice, ci può essere la sigla del gruppo. Temi trattati: scuola, rapporto femminismo e lotta di classe, critica al PCI e org.extraparlam, autocoscienza, sessualità, prostituzione, psicoanalisi. Sul tema autocoscienza, ad.esempio, c’è un titolo nel secondo volume intitolato “Il piccolo gruppo come un vestito stretto?” firmato Virginia, in cui ci si chiede come mai non si riesca a passare dalla presa di coscienza dell’oppressione alla ricerca di strumenti per uscire dall’immobilismo e diventare soggetto politico. Virginia dice per difficoltà a modificare le nostre strutture caratteriali formatesi in una famiglia patriarcale. Spesso nel piccolo gruppo si riproducono le dinamiche familiari e cioè alcune donne si sono liberate,altre non ci riescono e di nuovo si vivono come  oppresse.    Nel terzo quaderno si parla molto di aborto ancora illegale,siamo nel 1975:alcuni collettivi sono contrari alla legalizzazione (perché non è interesse della donna che si legiferi sul suo corpo)ma sono invece favorevoli alla depenalizzazione (posizione rivelatasi minoritaria).

 QUOTIDIANO DONNA:    settimanale pubblicato per la prima volta il 6 maggio 1978 a Roma alla Casa della donna in via del Governo vecchio, sede di numerosi collettivi femministi. Il giornale viveva delle libere sottoscrizioni delle lettrici, gli articoli non erano firmati, gli argomenti più trattati erano: violenze e discriminazioni subite, sessualità, aborto e maternità. Il num.3 del 20 maggio 1978 porta in prima pagina questi titoli 1- la corsa dei sacchi. Come fare una legge che approvi l’aborto per vietare l’aborto 2-40.000 donne tessili manifestano in piazza; 3-A Pozzuoli le detenute si ribellano; 4-chiaccherando delle elezioni con le operaie della Borletti fabbrica di tutte donne. In seguito viene introdotto il paginone centrale,ad es.quello del n.9 del 1979 è dedicato al dibattito”femminismo-lotta armata”e inizia così:”Sono una di quelle compagne che è in continuo dubbio se la strada migliore per la lotta contro lo stato è quella del femminismo storico (antiviolento,la violenza è un metodo maschile) o quello della lotta armata” firmato Magda. Donne c’erano nelle Brigate rosse e in Prima linea. Chiusura definitiva nel 1982.

LEGGERE DONNA: sottotitolo: centro documentazione donna, bollettino. Nasce nel 1980 ed è tuttora edita. Inizialmente, come bollettino, si distingue per semplicità di impaginazione,frutto di lavoro artigiano. Offre recensioni,suggerimenti e proposte di lettura ma si occupa anche di cinema e di arte. Ha avuto la funzione di anticipazione, suggerendo temi da discutere,scoprendo nuove autrici,riproponendone altre. Oggi la ricchezza di contenuti e la grafica piacevole ne fanno la più letta tra le riviste culturali delle donne.

MEMORIA: nasce nel 1981 e dura sino al 1991, rivista quadrimestrale di storia delle donne, progettata da studiose di storia, letteratura,psicoanalisi e altre scienze sociali, che attraverso l’indagine sul passato,mettono in luce temi che sono centrali anche nelle attuali esperienze delle donne. Ogni numero pone al centro un argomento,ad.es.Ragione e sentimento, Piccole e grandi diversità, Madri e non madri, La solitudine, La prostituzione etc.

Carla C.