“Non solo numeri”. Il Centro antiviolenza della Casa della donna presenta i dati sulla violenza a Pisa e provincia

Presentati stamani in una conferenza stampa presso l’associazione Casa della donna i dati raccolti dal Centro antiviolenza in un anno di lavoro. Nel corso del 2015 sono state accolte 220 donne. Il 53% delle donne ha un’età compresa tra 30 e 50 anni, il 20% ha oltre 50 anni, il 16% ha tra i 19 e i 29 anni.

“Rispetto agli anni precedenti – precisa Carla Pochini, presidente della Casa della donna e operatrice del centro antiviolenza – registriamo un innalzamento della media dell’età delle donne che ci chiedono aiuto, in particolare tra 40 e 50 anni e oltre i 60 anni. Ma questo è solo uno dei dati che abbiamo raccolto. Grazie al lavoro del Centro possiamo scattare una fotografia abbastanza precisa di chi subisce maltrattamenti e abusi e di chi li agisce. Il lavoro dei centri, infatti, è fondamentale non solo per contrastare la violenza di genere ma anche per l’attività di monitoraggio che svolgiamo sul territorio. I centri antiviolenza sono straordinari osservatori sociali: ecco perché abbiamo intitolato il nostro report ‘Non solo numeri’. Dietro quei numeri ci sono storie difficili, dolorose e tanto lavoro delle nostre operatrici”.  

Secondo il report “Non solo numeri. Un anno di violenza a Pisa e provincia” presentato dal Centro antiviolenza della Casa della donna e disponibile online sul sito www.casadonnapisa.it, il 52% delle donne vittime di maltrattamenti è sposata o convivente, il resto sono donne separate, divorziate o nubili. Il 78% sono donne italiane. Il 53% ha un diploma o una laurea, il 47,7% ha un lavoro. Quasi l’80% delle 220 donne accolte nel 2015 ha figli, che nel 47% dei casi sono minori. Ma non tutte le donne che si rivolgono al Centro vivono a Pisa, il 38% proviene da fuori Pisa.

“Un buon numero di donne che accogliamo proviene dalla provincia e da fuori regione, un dato che – dichiara Giovanna Zitiello, coordinatrice del Centro antiviolenza della Casa della donna – può essere spiegato con la volontà e la necessità delle donne di rivolgersi ad un centro lontano dalla propria zona di residenza ma anche con la capacità da parte del nostro centro di accogliere le donne in un luogo sicuro e protetto. A Pisa, infatti, gestiamo una Casa rifugio che è in grado di accogliere fino a 8 donne con figli a cui offriamo, in collaborazione con i servizi territoriali, un vero e proprio percorso di uscita dalla violenza e di ricostruzione della propria vita”.

Tante e diverse le forme di violenza che hanno subito le 220 donne accolte nel 2015 dalla Casa della donna, violenze che spesso si sommano in una pericolosa escalation. Dal Report “Non solo numeri” risulta, infatti, che il 31,3% delle donne accolte è vittima di violenza fisica o sessuale e ben il 93% subisce o ha subito violenza psicologica, economica o stalking. Il 73% non ha mai denunciato il maltrattante oppure, dopo avere presentato denuncia, l’ha ritirata.

“Come risulta dal nostro Report – spiega Giovanna Zitielloun alto numero di donne subisce violenza piscologica (153 donne su 220), la prima e più diffusa forma di violenza sulle donne. Tuttavia il dato potrebbe rappresentare anche la spia di un’importante tendenza, ovvero la maggiore consapevolezza delle donne rispetto ai maltrattamenti subiti che le porta a rivolgersi al Centro prima di una vera e propria escalation della violenza”.

Nel Report “Non solo numeri” è delineato anche un identikit dell’uomo maltrattante. Quasi il 52% degli uomini maltrattanti ha un’età tra 36 e 60 anni, il 53% è coniugato o convivente, 77% è di origine italiana e il 75% è partner o ex partner della donna maltrattata, il 66% ha un diploma, una laurea o una formazione professionale, il 45% lavora. “Capire chi sono gli uomini che agiscono la violenza è importantissimo – precisa Carla Pochini, presidente della Casa della donna – anche per andare a decostruire uno stereotipo pericoloso. Come dimostrano i nostri dati, la gran parte degli uomini maltrattanti rientra infatti nella tipologia dei cosiddetti ‘insospettabili’, ovvero uomini senza dipendenze, problemi psichiatrici o precedenti penali, con una buona cultura di base e occupati. Agire violenza sulle donne, soprattutto sulle donne che si dice di amare, non è un comportamento ‘deviato’, frutto di chissà quali problemi psichiatrici ma il prodotto di una cultura maschilista e patriarcale dura a morire che guarda alle donne come ad oggetti di cui l’uomo-padrone può disporre come meglio crede, arrivando anche ad ucciderle. Ecco, è questa cultura la nemica di tutti noi, uomini e donne”.

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne che ricorre il 25 novembre, la Casa della donna ha organizzato un fitto calendario di eventi. Il programma, disponibile online sul sito www.casadonnapisa.it, si inaugura lunedì 14 novembre alle ore 10 con una lectio magistralis, presso la Scuola Superiore Sant’Anna, di Minou Tavarez Mirabal, politica e scrittrice, figlia di Minerva Mirabal che, insieme alle due sorelle Patria e Maria Teresa, fu uccisa il 25 novembre 1960 dal regime dominicano. In loro memoria nel 1999 l’Onu ha istituito la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. E poi la mostra fotografica “Una Casa tutta per sé” del collettivo fotografico Outofline che sarà inaugurata sabato 19 alle ore 18.

La mattina del 25 novembre si svolgerà, invece, un incontro con alcune scuole presso il Comune di San Giuliano, mentre nel pomeriggio tutte le donne e gli uomini di Pisa sono invitati a partecipare ad un flash mob in piazza della Stazione. Il programma si chiude il 26 novembre, quando molte attiviste della Casa della donna e tante cittadine pisane partiranno in pullman alla volta di Roma per partecipare alla grande manifestazione nazionale “Non una di meno”.

Migliaia di donne da tutta Italia saranno, infatti, nella capitale per dire basta alla violenza sulle donne e chiedere al governo e alle istituzioni locali più impegno nella lotta contro la violenza e più risorse per i centri antiviolenza. Una grande manifestazione che dopo tanti anni vedrà il movimento femminista riprendere la parola di fronte alla strage di donne e alle tante forme di maltrattamento e discriminazione a cui sono sottoposte ogni giorno.

Scarica il report completo “Non solo numeri” (pdf).

Guarda il video del servizio andato in onda al Tg3 Regione Toscana.

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