SENZA CONSENSO È STUPRO! Mobilitazione cittadina

Il 15 febbraio, in tutta Italia, le organizzazioni femministe saranno in piazza in una manifestazione nazionale diffusa contro l’approvazione del cosiddetto DDL stupri.
La proposta della presidente Bongiorno di modifica dell’art. 609 bis del codice penale, approvata il 27 gennaio in Commissione Giustizia, elimina la parola “consenso libero e attuale della persona”, sostituendola con “volontà contraria”.
Il consenso non è una formula giuridica da riscrivere: è un diritto, è autodeterminazione, è libertà.
Indebolirne il significato significa produrre gravi arretramenti nella tutela delle donne e delle soggettività più esposte alla violenza.
Il consenso non si presume, non si deduce, non si riconosce a posteriori: se non è espresso in modo chiaro, non è consenso.
Costringere chi ha subito violenza a dimostrare il proprio dissenso significa spostare sulle donne la responsabilità maschile dello stupro.
Cancellare la parola consenso e introdurre il dissenso ha un solo effetto: consegnare agli stupratori l’attenuante dell’incomprensione.
Ci vediamo il 15 febbraio alle Ore 16.00 in Piazza Vittorio Emanuele

Manifestazione organizzata dai Centri Antiviolenza Casa della Donna di Pisa e Frida Kahlo di San Miniato insieme ai collettivi transfemministi Kontromovimento, Anomalia Collettiva, Obiezione Respinta, in risposta alla chiamata nazionale di D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza.

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