Presidio davanti al carcere Don Bosco

Il carcere non può essere dimenticato.

Le volontarie e i volontari che operano nella Casa Circondariale Don Bosco di Pisa esprimono una fortissima preoccupazione per il grave peggioramento delle condizioni di vita delle persone detenute in questa torrida estate.

Una situazione resa ancora più drammatica da:
• un sovraffollamento del 156%, che rende sempre più difficile la gestione dell'istituto e aggrava condizioni già inaccettabili (3 docce per circa 60 detenuti);
• le infestazioni di cimici, che provocano infezioni e sofferenze quotidiane;
• i ritardi nella gestione delle istanze rivolte alla Magistratura di Sorveglianza, dovuti alla carenza di personale;
• la cronica mancanza di investimenti nelle strutture e negli organici: molte celle hanno ancora i bagni a vista, in aperto contrasto con il rispetto della dignità delle persone.

Come evidenziato dalla mobilitazione nazionale promossa dalla Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, tutto questo rende il carcere un luogo dove si continua a morire: per suicidio, ma anche per cause cosiddette "naturali", in un numero drammaticamente crescente.

Il volontariato penitenziario esprime vicinanza e solidarietà alle persone ristrette e chiede alle istituzioni locali di intervenire con urgenza. Chiede inoltre un cambiamento delle politiche sul carcere, fondato sul rispetto della dignità della persona, su maggiori investimenti e su un uso più ampio delle misure alternative previste dalla legge.
Per questo invitiamo la cittadinanza a partecipare al presidio davanti alla Casa Circondariale Don Bosco di Pisa.

Venerdì  31 luglio
Ore 18.00
Davanti al carcere Don Bosco di Pisa

Perché i diritti e la dignità delle persone non si fermano davanti alle mura di un carcere.

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