Il referendum del 22 marzo interessa tutte noi.
Ci interessa perché dietro la modifica della Costituzione, c’è un’idea di società a cui è funzionale quella modifica.
E’ un’idea di società ostile ad ogni autonomia.
Si tratti del diritto di sciopero e di organizzazione sindacale, della libertà di insegnamento o di informazione, del diritto di manifestare... il governo sembra voler disciplinare tanto i corpi sociali quanto i percorsi di autodeterminazione delle singole persone, costruire nuove gerarchie, ricondurre tutte e tutti ad un ordine regressivo, concentrare ancora di più il potere nelle mani di pochi.
La libertà delle donne è uno degli obiettivi da colpire, come dimostrano decine di interventi, l’ultimo il ddl Bongiorno, che cancellando il consenso, cancella la scelta libera ed attiva, l’autoderminazione delle donne come centro di ogni relazione sociale.
Sappiamo che i luoghi del processo sono stati e sono spesso poco amichevoli per le donne.
A causa delle leggi come anche per l’inadeguatezza culturale di chi svolge la propria funzione senza aver fatto i conti con le logiche patriarcali che segnano la società.
Ma non è indifferente, per chiunque debba far valere i propri diritti, che ci sia un giudice davvero indipendente, e non sottoposto a controllo politico.
Se la riforma sarà approvata, il giudice non dovrà fare i conti solo con la propria formazione e con il pregiudizio in cui può essere immerso come persona, ma dovrà temere il controllo di maggioranze interessate, come lo è sicuramente quella attuale, ad affermare anche la propria visione della società e della famiglia. E questo farà una grande differenza.
CI VEDIAMO SABATO 21 FEBBRAIO alle ORE 16 presso la sede dell’ANMIG in VIA ROMITI 2, Pisa, per discuterne con:
ELISABETTA TARQUINI, Magistrata, Comitato GIUSTO DIRE NO
ILARIA VENUTI, Avvocata del Centro Antiviolenza della Casa della Donna di Pisa
Locandina scaricabile qui





