La violenza sulle donne a Pisa e provincia: tutti i dati 2022 del centro antiviolenza

Da gennaio ad oggi 1.143 chiamate al Telefono Donna, 436 le donne che nel 2022 si sono rivolte al centro antiviolenza. In aumento chi, dopo il primo contatto, intraprende percorsi di uscita dalla violenza: “le donne sono sempre più consapevoli e decise a reagire”. Cresce anche il numero delle giovani e di chi subisce violenze da più maltrattanti.

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, l’associazione Casa della donna offre una fotografia dettagliata della violenza sulle donne a Pisa e provincia presentando i dati relativi all’attività nel 2022 del centro antiviolenza.

Dal 1 gennaio al 31 ottobre 2022 il Telefono Donna, la linea di ascolto e accoglienza del centro antiviolenza della Casa della donna (che risponde al numero 050 561628), ha ricevuto 1.143 telefonate, un numero che conferma il boom di chiamate iniziato con la pandemia: da marzo 2020 ad oggi l’aumento delle chiamate è rimasto costante, sono circa 30 le donne che ogni mese chiamano il Telefono Donna. Nel 2022 si sono rivolte al centro antiviolenza pisano 436 donne, di cui 306 lo hanno fatto per la prima volta. Ma il dato più significativo riguarda l’aumento delle donne che iniziano un percorso di uscita dalla violenza: delle 436 donne che da gennaio ad oggi hanno contattato il Telefono Donna, ben 294 hanno attivato un percorso di uscita dalla violenza, di cui 164 subito dopo il primo contatto. 

“Quello delle donne che attivano percorsi di uscita dalla violenza dopo aver contattato il nostro centro è un dato molto importante - sottolinea Francesca Pidone, coordinatrice del Telefono Donna - perchè ci dice che le donne sono sempre più consapevoli della violenza che vivono e sempre più decise a reagire. Il fatto che il loro numero sia in aumento significa che il lavoro del nostro centro antiviolenza sul territorio sta dando i suoi frutti, in particolare tutte le attività di informazione, formazione e sensibilizzazione che svolgiamo nelle scuole, nelle aziende, presso associazioni e pubbliche amministrazioni”. 

L’aumento delle donne che intraprendono percorsi di uscita dalla violenza ha fatto registrare un incremento dei colloqui in presenza effettuati dalle operatrici del centro antiviolenza: da gennaio a fine ottobre sono stati oltre 500. Il colloquio con l’operatrice è il primo e fondamentale step per iniziare un percorso di uscita dalla violenza: durante il colloquio viene fatta un’analisi della situazione di violenza, valutati rischi e bisogni, verificata la necessità di attivare il supporto psicologico o legale oppure l’intervento di servizi territoriali. Infine si decide insieme alla donna il percorso di aiuto e di uscita dalla violenza.

Il cuore del centro antiviolenza sono le operatrici”, afferma Giovanna Zitiello, coordinatrice del centro antiviolenza della Casa della donna. “E’ grazie al loro lavoro quotidiano, appassionato ed esperto, che il centro antiviolenza può offrire alle donne l’aiuto di cui hanno bisogno. Gestire la linea di ascolto, i colloqui di accoglienza, la casa rifugio, i rapporti con la rete dei servizi territoriali e con gli altri centri antiviolenza. Tutto questo è il lavoro delle nostre operatrici che ad oggi sono 13, a cui si affianca un team di 2 avvocate e 2 psicologhe. Ogni anno organizziamo un corso di formazione per selezionare volontarie che possano affiancare le operatrici ed eventualmente un giorno, dopo un lungo periodo di affiancamento, diventare a loro volta operatrici”.

A chiamare il Telefono Donna sono soprattutto donne tra 30 e 49 anni, in continuità con gli anni precedenti, ma nel 2021-2022 sono aumentate le richieste da parte di giovani donne, soprattutto studentesse dell'Università di Pisa, che stanno vivendo o hanno vissuto situazioni di violenza. “Un dato - osserva Giovanna Zitiello - che evidenzia il bisogno da parte delle universitarie, in particolare fuori sede, di uno spazio di ascolto e aiuto per elaborare le violenze agita da partner o ex partner, oppure da familiari. Ecco perchè proprio lo scorso luglio abbiamo attivato, insieme ai tre atenei pisani, uno Sportello interuniversitario contro la violenza di genere. Uno spazio sicuro e gratuito, a cui studentesse, studenti e personale docente e amministrativo possono rivolgersi chiamando il numero 050 2215104, inviando una email a antiviolenza@ateneipisa.it o chiedendo un appuntamento con una operatrice”. 

I numeri del centro antiviolenza confermano che le donne con figlie/i sono più esposte alla violenza, soprattutto se separate o divorziate. Oltre il 75% è italiana e la maggioranza ha una relazione stabile. Inoltre, la metà è disoccupata o ha un lavoro precario. Ciò influisce sul dato della violenza economica che spesso è alla base della violenza fisica e psicologica. “Ecco perchè - sottolinea Francesca Pidone - da anni come centri antiviolenza chiediamo al governo, a Regione e Comuni finanziamenti e politiche stabili che supportino l’occupazione e il reddito delle donne che intraprendono percorsi di uscita dalla violenza. La stabilità del lavoro e l’indipendenza economica sono elementi fondamentali per l’autonomia e l’empowerment di tutte le donne, ancor più per chi vive situazioni di violenza e vuole uscirne”.

In aumento anche le donne che subiscono violenza da più uomini, generalmente partner, ex partner e familiari. Significativo poi il dato delle donne straniere che si rivolgono al centro antiviolenza: pur essendo una minoranza (20%), sono in aumento le donne straniere maltrattate da partner o ex partner italiani. Una tendenza che conferma l’identikit del maltrattante: italiano, tra 40 e 59 anni, partner o ex partner (oltre il 60%), familiare o conoscente (30%). Nel 70% dei casi si tratta di uomini “insospettabili”, cioè senza problemi giudiziari, dipendenze da alcol o altre sostanze, con un lavoro fisso.

Infine la provenienza territoriale: delle 436 donne che nel 2022 hanno chiesto aiuto al centro antiviolenza della Casa della donna, il 62% vive nei comuni della zona pisana e della Valdera, il resto abita in Toscana o fuori regione. In particolare le donne provenienti dalla zona pisana sono 167, dalla Valdera 104. Un dato che conferma l’importanza della rete degli sportelli territoriali della Casa della donna. Grazie al supporto di Sds Zona Pisana, Comuni e FarmaValdera, gli sportelli antiviolenza sono attivi a Vecchiano, Vicopisano, Fauglia, San Giuliano Terme, Calci, Crespina-Lorenzana, Cascina e Ponsacco. I comuni che nel 2022 hanno registrato il più alto numero di richieste di aiuto sono, nell’ordine, quelli di Pisa, Cascina, San Giuliano Terme, Vecchiano, Calcinaia, Ponsacco, Pontedera e Casciana Terme-Lari.

Per capire a che punto siano il lavoro di rete e le azioni di contrasto della violenza sul territorio pisano la Casa della donna organizza a Pisa il 29 novembre alle ore 16.00, presso la Gypsoteca universitaria (Piazza S. Paolo all’Orto), una tavola rotonda a cui sono state invitate Regione, Prefettura, Società della Salute, Azienda ospedaliera, Asl, Procura, Tribunale, Comune, Provincia e Università. Scopo della tavola rotonda, che rappresenta una delle iniziative del denso programma della Casa della donna in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, è quello di rilanciare il confronto tra centro antiviolenza e istituzioni e fare il punto sul Protocollo d’Intesa “Promozione della Rete provinciale per la prevenzione e il contrasto della violenza maschile contro le donne, della violenza intrafamiliare e della violenza assistita”, promosso nel 2020 dalla Prefettura e dalla Provincia di Pisa e sottoscritto da istituzioni, centri antiviolenza e associazioni della provincia.

Inoltre, per intensificare l’attività di sensibilizzazione sul territorio e raccogliere risorse per il centro antiviolenza, la Casa della donna lancia dal 22 novembre al 22 dicembre, insieme a Cna Pisa, la campagna “Diamo un taglio alla violenza sulle donne” che permetterà di devolvere un’offerta al centro antiviolenza sui servizi ricevuti nei negozi di parrucchiere/i ed estetiste aderenti al progetto.

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