Premiate le vincitrici della quinta edizione del Premio “Paola Bora” promosso dalla Casa della donna e da quattro atenei toscani
A Valentina Vergottini e Gaia Manetti, selezionate tra 86 partecipanti, un riconoscimento di 6mila e 3mila euro per la migliore tesi di dottorato e di laurea in studi di genere
Pisa, 30 marzo 2026. Si è svolta venerdì 27 marzo a Pisa, presso la Scuola Normale Superiore, la cerimonia di assegnazione della quinta edizione del Premio “Paola Bora” per tesi di laurea e dottorato dedicate agli studi di genere in filosofia, storia, antropologia e letteratura. Promosso dall’associazione Casa della donna, il Premio è sostenuto, fin dalla sua nascita nel 2020, dalle figlie e dalle sorelle di Paola Bora, dai Comitati unici di garanzia per le pari opportunità di Scuola Normale Superiore, Università di Pisa, Scuola Superiore Sant'Anna e da quest’anno anche dalla Scuola IMT Alti Studi di Lucca, con il patrocinio di Società italiana delle storiche, Società delle Letterate, Società italiana per le donne in filosofia e di Provincia di Pisa e Regione Toscana.
Il Premio vuole ricordare la figura di Paola Bora nella duplice veste di studiosa e presidente della Casa della donna dal 2011 fino alla sua scomparsa avvenuta nel 2015. Paola Bora è stata, infatti, docente di antropologia filosofica presso la Scuola Normale Superiore e di antropologia di genere presso l’Università di Pisa.
A vincere questa quinta edizione due brillanti studiose, Martina Gori con una tesi di laurea magistrale in letteratura, discussa presso l’Università di Bologna, dal titolo “Lesbians and Stone Butches: problematizing the concept of female masculinity in Leslie Feinberg's Stone Butch Blues” e Valentina Vergottini con la tesi di dottorato in antropologia presso l’Università di Roma Tre “Paradossi riproduttivi? Un'antropologia critica dell'umanitario e dell'empowerment femminile nel Benin meridionale”.
Come dichiarato dalla commissione del Premio, composta da studiose dei quattro atenei e delle tre società scientifiche, le due tesi vincitrici si sono distinte per l’originalità dei temi di ricerca e per il contributo innovativo offerto agli studi di genere. Importante, anche in termini economici, il riconoscimento conferito alle due premiate: per la migliore tesi di dottorato il premio è di 6mila euro, per la migliore tesi di laurea 3mila euro.
Ketty De Pasquale, presidente della Casa della donna, ha espresso soddisfazione per il conferimento del Premio “Paola Bora” alle due giovani studiose, sottolineando l’unicità del Premio, nato dall’inedita collaborazione tra un’associazione femminista, quattro università, tre società scientifiche e due enti locali. Il premio, ha ancora sottolineato De Pasquale, valorizza da cinque anni in ben quattro discipline gli studi di genere, ambito fondamentale per costruire una società più equa, giusta e rispettosa delle differenze.
Anche questa quinta edizione ha registrato un’altissima partecipazione: ben 86 le tesi candidate, 65 le tesi di laurea magistrale e 21 le tesi di dottorato provenienti da tutta Italia. In particolare Bologna si attesta, anche quest'anno, l'Università da cui proviene il più alto numero di tesi candidate, seguita dagli atenei di Roma, Pisa, Torino, Milano, Siena, Firenze, Macerata, Padova. Infine, seppur rimanga più limitata la partecipazione delle università del Sud Italia, non sono mancate tesi discusse negli atenei di Napoli, Bari, Cagliari, Cosenza, Palermo e Catania.
Tra le discipline, storia e letteratura quelle che hanno registrato il maggior numero di tesi presentate, a seguire filosofia e antropologia.
Dal 2020 sono state presentate complessivamente 360 tesi, con una media di 72 l’anno. Come osservato dalla commissione scientifica, gran parte delle tesi che si candidano al Premio “Paola Bora” mostra un alto livello qualitativo, con solide basi teoriche negli studi di genere, femministi, LGBTQ+ e decoloniali, con grande attenzione agli sviluppi più recenti della ricerca e un’importante propensione alla multidisciplinarità.
A selezionare le vincitrici di questa quinta edizione una commissione scientifica composta da: Daniela Chironi e Laura Cremonesi (Scuola Normale Superiore), Annalisa Andreoni, Caterina Di Pasquale e Maya De Leo (Università di Pisa), Federica Merenda (Scuola Superiore Sant’Anna), Lida Bertelli (IMT Lucca), Valeria Gennero e Nadia Setti (Società Italiana delle Letterate), Barbara Montesi e Manoela Patti (Società Italiana delle Storiche), Irene Binini e Raffaella Petrilli (Società italiana per le donne in filosofia).
La videoregistrazione della cerimonia di premiazione è disponibile online sul canale Youtube della Scuola Normale Superiore.






