A quasi ottant’anni dalla sua nascita, la Costituzione resta il presidio più solido dei diritti e delle libertà, frutto anche del contributo decisivo delle donne che l’hanno scritta dopo una lunga esclusione dalla vita pubblica. Per le donne, infatti, la democrazia costituzionale non è mai stata scontata, ma una conquista costruita nel tempo grazie all’equilibrio tra i poteri e all’indipendenza della magistratura.
La riforma della giustizia in votazione rompe questo equilibrio, indebolendo l’autonomia della magistratura e introducendo una visione del potere meno limitata e meno bilanciata. Ma quando il potere perde i suoi limiti, si riduce anche lo spazio delle libertà, e a pagarne il prezzo saranni soprattutto le persone che hanno meno potere economico, sociale e chi subisce discriminazioni quindi sicuramente le donne
Una magistratura più esposta alle pressioni politiche potrebbe inoltre rendere meno prioritaria la tutela dei diritti delle donne, rendendo più difficile denunciare, essere credute e ottenere giustizia. Se la riforma sarà approvata, il giudice non dovrà fare i conti solo con la propria formazione e con il pregiudizio in cui può essere immerso come persona, ma dovrà temere il controllo di maggioranze interessate, come lo è sicuramente quella attuale, ad affermare anche la propria visione della società e della famiglia. E questo farà una grande differenza.
Per questo, difendere la Costituzione oggi significa difendere concretamente anche i diritti, la libertà e l’autodeterminazione delle donne.Per cui invitiamo tutti e tutte ad andare a votare perché questa riforma ci riguarda e invitiamo tutte e tutti a votare NO.









