“La decisione della presidente Buongiorno di eliminare la parola consenso dal disegno di legge sulla violenza sessuale rappresenta un grave arretramento culturale e giuridico”.
Ketty De Pasquale, presidente della Casa della donna di Pisa, interviene per sottolineare come non si tratti di una scelta tecnica o neutra, ma di un capovolgimento della logica che dovrebbe guidare una normativa capace di tutelare realmente le donne: quella che mette al centro l’autodeterminazione e la libertà dei corpi.
“Cancellare il consenso significa tornare a spostare lo sguardo dalla responsabilità di chi agisce violenza al comportamento di chi la subisce. Significa rafforzare un impianto che continua a chiedere alle donne di dimostrare la propria innocenza, la propria resistenza, il proprio dolore, invece di riconoscere che senza consenso non esiste rapporto, ma violenza.”
Come Casa della donna, a partire dall’esperienza quotidiana di ascolto e accoglienza delle donne che hanno subito stupro, sappiamo che questa scelta non migliorerà la legge né la vita delle persone che dovrebbero esserne tutelate. Al contrario, rischia di rendere i procedimenti giudiziari ancora più lunghi, faticosi e umilianti, aumentando il peso della prova sulle sopravvissute e scoraggiando la denuncia.
Il rispetto dei diritti umani delle donne passa dal riconoscimento chiaro e inequivocabile del consenso come elemento centrale. Toglierlo dal testo di legge non è un compromesso politico accettabile: è una rinuncia alla dignità, alla giustizia e alla libertà delle donne.
Come Casa della donna rilanciamo l’appello della rete D.i.Re a tutte le associazioni femministe e alla società civile tutta per la condivisione di un appello finalizzato alla creazione di un argine collettivo alle preoccupanti derive di questo governo.
Leggi e sottoscrivi qui l’appello: https://forms.gle/jQmsX9g6wazhuCGcA





