Volantino 25 novembre – gruppo di lettura

25 NOVEMBRE 2014

GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Gruppo di lettura

Il tema della violenza sulle donne, sia fisica sia psicologica, è una memoria dolorosa che passa di testo in testo, di generazione in generazione. Le voci sono molte e reperibili con facilità, quasi ad apertura di libro: parole del passato e parole del presente.

Queste voci devono trovare finalmente ascolto.

Era suo fratello, l’aveva vista cento volte gonfia di schiaffi, di pugni, di calci; eppure non aveva mai mosso un dito per aiutarla. Da cinquant’anni seguitava a ribadire la sua solidarietà con il cognato, senza cedimenti.

Elena Ferrante, “L’amore molesto”

A mio padre niente di Amalia era mai sembrato innocente. Lui, così furibondo, così astioso e insieme così desideroso di piacere, così rissoso e così innamorato di sé, non sapeva accettare che lei intrattenesse col mondo un rapporto amichevole, a volte gioioso. Vi riconosceva subito la traccia del tradimento.

Elena Ferrante, “L’amore molesto”

Gigliola non riusciva ad accettare come era stata trattata. È una bestia, disse. Lui era arrivato a gridarle: non minacciare soltanto, ammazzati veramente, buttati dal balcone, muori. Oppure credeva di aggiustare tutto come se lei non avesse sensibilità, ficcandole in petto e in tasca centinaia di migliaia di lire.

Elena Ferrante, “Storia della bambina perduta”

Durante questi anni, tra un parto e l’altro, tra una raccolta e l’altra, qualche volta Saba ha i lividi in faccia. Lei non si lamenta mai.

Un giorno, all’incirca un anno dopo il matrimonio, la suocera la prende da parte e le dice: – Il marito ti picchia, il marito ti onora.

Anilda Ibrahimi, “Rosso come una sposa”

Il soprabito squarciato cade a pezzi. La portano dal medico legale, che le esamina le mani e il resto e prova a fare una stima della quantità di acido che si è beccata. Da lì la portano al commissariato per sporgere denuncia. Il poliziotto, che si sventola con un giornale piegato – «Un caldo del genere e siamo solo a marzo!» -, consiglia piuttosto di tornarsene a casa, bere un rosolio e provare a dimenticare quella brutta storia. «Ha avuto una gran fortuna, credetemi. Poteva gettarle l’acido in faccia. Solo nel nostro piccolo commissariato riceviamo due denunce di aggressione alla settimana! Due alla settimana e nessun aggressore in galera! Capito? Cosa volete che faccia? Andate a casa e ringraziate Iddio per tre volte!».

Nahal Tajadod, “L’attrice di Teheran”

La vicina raccontò che, nel giardino dove di solito faceva il bagno alle bambole, un addetto alle pulizie aveva “abusato” di sua figlia Yanina, in pieno giorno.

Yanina non tornò mai più come prima. Smise di essere una bambina civettuola e molto femminile, e prese a rifugiarsi dentro abiti ampi e dietro un’espressione scontrosa. Pochi mesi dopo si tagliò i capelli da maschio e cominciò a ingrassare come se volesse nascondere sotto il grasso le forme del suo corpo sviluppato prematuramente.

Guadalupe Nettel, “Il corpo in cui sono nata”

Non sapevo molto dello stupro etnico. Sapevo bene che lo stupro sulle donne è una delle tante armi di guerra usate contro i civili: lo è sempre stata.

È un uccidere molto più a fondo che non togliendo la vita ad un essere umano. È un trucidare l’anima.

Elvira Mujcic, “E se Fuad avesse avuto la dinamite?”

Il gruppo di lettura si riunisce il martedì (ogni due settimane) dalle ore 17:30 alle ore 19:00 presso la Casa della Donna. Si leggono libri scritti da donne o che comunque a una tematica femminile si riferiscono.

Novembre 2014,
Il gruppo di lettura