Bruna Cordati. Una donna da ricordare_ 9 maggio ore 16 @ Centro SMS

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Care amiche e cari amici, vi invitiamo all’incontro

“Bruna Cordati. Una donna da ricordare”

venerdì 9 maggio alle ore 16

presso il Centro San Michele degli Scalzi (Viale delle Piagge, Pisa).

Virginia Del Re, ‘Introduzione’

Concetta D’Angeli, ‘Frasi come quadri’

Michele Feo, ‘La lezione dei classici’

Anna Maria Di Pascale e Paola Raspadori, ‘L’impegno nella scuola’

Alessandra Peretti, ‘Bruna e il gruppo di lettura’

Testimonianze di Patrizia Dini, Duccio Tongiorgi, Cristina Cabani, Massimo Pistelli e di quanti vorranno intervenire.

Storia delle storie di Lucia Sarzi_ sabato 10 maggio ore 17.30 alla Casa

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Casa della Donna

Sabato 10 maggio ore 17.30

Presentazione del volume “Storia delle storie di Lucia Sarzi”di Laura Artioli

(Corsiero editore, 2014)

Introduce e presenta

Virginia Del Re (Casa della donna)

Interverranno:

Fiorella Ferrarini (Vicepresidente Anpi provinciale di Reggio Emilia)

Mirella Vernizzi (staffetta partigiana)

Simona Mussini (Archivi della Resistenza – Circolo Edoardo Bassignani)

Sarà presente l’autrice.

 

Alla presentazione seguirà aperitivo.

 

La Società Italiana delle Storiche sull’educazione al Genere

 

                                                                                    All’on. Stefania Giannini

                                                                 Ministra dell’Istruzione, Università e Ricerca

                                                                                    All’on. Teresa Bellanova

                                                                          Sottosegretaria al Ministero del Lavoro

Vari organi di stampa e d’informazione hanno dato notizia del blocco deciso dal Sottosegretario di Stato Miur, on. Gabriele Toccafondi, al programma UNAR contro le discriminazioni  “basate sull’orientamento sessuale e l’identità di genere”, programma avviato dalla Ministra Carrozza.

Altri episodi, istituzionalmente meno gravi, ma non meno rilevanti, hanno mostrato in atto una campagna di mobilitazione di settori dell’opinione pubblica contro l’introduzione della cosiddetta teoria del gender nelle istituzioni scolastiche del paese.

Vorremmo innanzitutto segnalare la parzialità e anche l’erroneità delle affermazioni che hanno accompagnato questi episodi, precisando la complessità della questione contro ogni pretesa riduzionistica.

Non esiste, infatti, una “teoria del gender”. Con questa categoria, usata in modo fecondo in tutta una serie di discipline che ormai costituiscono l’ambito dei gender studies, non si introduce tanto una teoria, una visione dell’essere uomo e dell’essere donna, quanto piuttosto uno strumento concettuale per poter pensare e analizzare le realtà storico-sociali delle relazioni tra i sessi in tutta la loro complessità e articolazione: senza comportare una determinata, particolare definizione della differenza tra i sessi, la categoria consente di capire come non ci sia stato e non ci sia un solo modo di essere uomini e donne, ma una molteplicità di identità e di esperienze, varie nel tempo e nello spazio.

Proprio per la sua notevole capacità analitica e il suo carattere non prescrittivo il gender ha aperto nuove e importanti direttrici di ricerca che nella comunità scientifica e nell’insegnamento superiore di molti paesi sono ormai riconosciuti e sostenuti, a differenza di quanto accade nel nostro Paese: del resto, la disinformazione di cui stiamo avendo prova in queste settimane conferma ampiamente il ritardo cumulato. In Francia, ad esempio, dal 2010 le disposizioni del “Programme d’Histoire-Géographie”, così come quelle dell’insegnamento di “Sciences de la vie et de la terre”, prevedono una trattazione articolata per sesso, genere e orientamento sessuale.

Ciò che a nostro avviso risulta più grave, tuttavia, è che tali interventi censori vengano messi in atto da un organo dello Stato non in seguito a un serio dibattito culturale e scientifico, ma per effetto di pressioni politico-ideologiche ispirate alle posizioni espresse sul tema da alcuni esponenti del mondo cattolico.

Anche per questo, riteniamo necessario affermare non solo la legittimità e serietà delle iniziative bloccate, ma anche l’urgenza di avviare l’educazione al genere nel nostro sistema scolastico, riprendendo il lavoro avviato nei decenni precedenti (in particolare col progetto POLITE, pari opportunità nei libri di testo), purtroppo ignorato nelle Indicazioni Nazionali per la scuola superiore del 2010.

Rifiutando di lasciare la dimensione educativa alla formazione offerta da agenzie extracurricolari, l’educazione al genere può contribuire ad una formazione civile e intellettuale più completa: essa aiuta a riflettere sugli stereotipi sessuali, che tanto facilmente vengono riemergendo nelle nostre società, a combattere i pregiudizi, a sviluppare consapevolezza dei condizionamenti storico-culturali ricevuti. Di qui l’aiuto che essa può dare allo sviluppo di una società più giusta e tollerante, aperta al riconoscimento delle differenze, nel segno di un approccio critico alle idee e ai saperi, di una lotta più consapevole contro le discriminazioni sessuali e l’omofobia, e di una prevenzione efficace e capillare di schemi di comportamento violenti, frutto di stereotipi del passato incapaci di dialogare con le esigenze e le realtà dell’oggi.

Privare la scuola pubblica di questo ruolo ci pare miope e ingiusto.

 

                                                                         Il Direttivo

                                                     della Società Italiana delle Storiche

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NUTRENDOSI DI SUONO. Otto musicoterapisti si raccontano. Venerdì 4 aprile ore 17 alla Casa

“Quando la nostra musica interiore viene condivisa si espande incontrando quella degli altri per comporre un nuovo linguaggio archetipico, simbolico, modulato sull’essenziale dei bisogni e dei sogni di ciascuno. Un linguaggio emotivo dove l’essere e il dire si incontrano creando spazi di fiducia rigenerante. “

Maria Broccardi

Venerdì 4 aprile alle ore 17 sarà presentato alla Casa il volume “Nutrendosi di suono.Otto musicoterapisti si raccontano” , a cura di Maria Broccardi (pubblicato nel 2013 da Pacini Editore- Medicina).

Alla presentazione interverranno Daniela Lucatti insieme a Maria Broccardi, Araya Nardinelli, Rosaria Gargiulo, e Chiara Mandorli dell’Associazione Professionale Sonora.

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Lettura scenica cittadina di frammenti da “Ferite a morte”_ al Teatro Rossi Aperto il 29 marzo 2014 ore 21

Frammenti da ‘Ferite a morte’ – Lettura scenica cittadina al Teatro Rossi Aperto il 29 marzo 2014 ore 21 

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Ferite a Morte nasce come un progetto teatrale sul femminicidio scritto e diretto da Serena Dandini, una antologia di monologhi sulla falsariga della famosa Antologia di Spoon River di Edgar Lee Master costruita con la collaborazione di Maura Misiti, ricercatrice del CNR. I testi attingono alla cronaca e alle indagini giornalistiche per dare voce alle donne che hanno perso la vita per mano di un marito, un compagno, un amante o un “ex”.

Sabato 29 marzo alle ore 21.30 vi aspettiamo a Pisa al Teatro Rossi Aperto per una lettura pubblica di “FERITE A MORTE”, il libro di Serena Dandini. La lettura è promossa da Teatro Rossi, Effetto Collaterale e Casa della donna all’interno del programma “Oggi l’otto anche domani“. La lettura sarà preceduta alle ore 17.30 dall’ incontro “Contro la violenza di genere non solo parole”, con Celeste Costantino, Maura Misiti, Giovanna Zitiello.

Qui il post di Effetto Collaterale sull’iniziativa