IO SOSTENGO LA CASA DELLA DONNA. E TU? Un appello perché la “Casa” resti in via Galli Tassi

APPELLO “IO SOSTENGO LA CASA DELLA DONNA, E TU?”

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Chiediamo che la Provincia e il Comune di Pisa si impegnino affinché la palazzina di via Galli Tassi rimanga la sede della Casa della Donna, delle associazioni e reti di donne, da 25 anni luogo della libertà femminile, della politica delle donne e di servizi per la promozione di diritti e pari opportunità.

Da 25 anni la palazzina di via Galli Tassi 8 è il luogo concreto e simbolico del femminismo a Pisa. La “Casa della Donna” è proprio una casa, con varie stanze per le tante attività che vi si svolgono, è uno spazio aperto a tutte le donne, senza nessuna distinzione, dove centinaia di donne di generazioni, provenienze, formazioni, professionalità diverse hanno costruito un patrimonio di saperi, competenze, relazioni, in una molteplicità di ambiti, come la cultura delle donne: biblioteca specializzata in cultura di genere, i gruppi di ricerca e di iniziativa politica, le politiche di genere e la promozione dei diritti delle donne, la formazione e i progetti nelle scuole, le attività in carcere, l’intercultura e la cooperazione internazionale, l’ascolto-accoglienza- consulenza per donne vittime di violenza: centro antiviolenza e casa rifugio. Il centro antiviolenza è parte integrante di tutta l’attività della Casa, ispira il proprio operare alla pratica della relazione tra donne ( e non all’assistenza), con l’intento di far crescere la soggettività femminile e agisce politicamente per cambiare la cultura che produce violenza contro le donne e guerre. La “Casa” è un’associazione di promozione sociale per i diritti delle donne e di tutti, che fonda il suo operare nella costruzione di relazioni e reti e che considera imprescindibile la connessione sistematica con le altre organizzazioni, associazioni, gruppi, realtà istituzionali e non, di donne e non solo, che operano nel territorio cittadino, provinciale, nazionale ed estero.

E’ un’ associazione fortemente radicata nel proprio territorio, ha rapporti consolidati con gli enti e le istituzioni locali: Comune di Pisa e della zona pisana, altri comuni della provincia, Provincia di Pisa, Istituzione Centro Nord- Sud, Università, Società della Salute, ASL 5, Azienda ospedaliera, Prefettura, Questura, Carabinieri e con altre associazioni di donne, sia di volontariato che di promozione sociale, e con associazioni culturali e cooperative sociali. Ha convenzioni con la Provincia di Pisa per la gestione della sede, con la Società della Salute-ASL 5 per la gestione di servizi e attività contro la violenza di genere, ed ha convenzioni per i tirocini curriculari con i dipartimenti di Scienze Politiche, i Corsi di Laurea in Lettere e Filosofia, e in Scienze per la pace dell’Università di Pisa e di Scienze della Formazione dell’Università di Firenze.

La Casa della donna è socia fondatrice del Coordinamento Regionale dei Centri Antiviolenza TOSCA e dell’ Associazione nazionale dei Centri Antiviolenza DiRe Donne in rete contro la violenza. A livello internazionale collabora con altre organizzazioni di donne a livello europeo, dei Balcani, del Mediterraneo, dell’ Asia e del SudAmerica.

Tutto questo che è stato realizzato con l’impegno ed il lavoro volontario di tantissime donne e con il sostegno delle istituzioni locali, rischia oggi di essere fortemente ridimensionato.

Prima di tutto è in dubbio la sede: la Provincia di Pisa ha inserito la sede di via Galli Tassi nell’elenco dei beni alienabili, e anche se non è ancora uscito il bando per la messa in vendita, il bene è considerato vendibile. Sappiamo di essere privilegiate ad avere una sede così bella, ma vorremmo ricordare che questo luogo è il simbolo delle lotte delle donne pisane. Era un rudere, quando il movimento delle donne lo occupò temporaneamente negli anni ’80, dopo una lunga trattativa tra Provincia e movimento, ci vollero 10 anni per ristrutturarlo, fu aperto l’8 marzo 1990, come sede della Commissione Provinciale pari opportunità, per altri 5 anni funzionò grazie alla collaborazione tra commissioni pari opportunità e gruppi di donne, che di fatto lo gestirono fino al 1996, quando finalmente nacque l’associazione, con il sostegno dell’allora sindaco Floriani e del presidente della Provincia Nunes. Pensavamo allora come oggi, che è un dovere delle istituzioni garantire spazi di agibilità politica per le donne, riconoscendo il ruolo insostituibile che l’associazionismo riveste per il raggiungimento della cittadinanza delle donne. Negli ultimi mesi abbiamo cercato molte volte un confronto diretto con il Sindaco e Presidente della Provincia Filippeschi, per avere informazioni più certe sia rispetto a via Galli Tassi, sia su un eventuale trasferimento nella nuova sede di via Gioberti, che comunque riguarderebbe solo il centro antiviolenza. Avevamo mantenuto una posizione interlocutoria molti mesi fa, perché ben comprendiamo le difficoltà in cui versa la Provincia, ma avremmo voluto sentire l’ opinione del Sindaco, su quale importanza ha il patrimonio che rappresentiamo per la città e la provincia e su quale futuro ci aspetta.

Noi ribadiamo che il centro antiviolenza è dentro la Casa e che qualsiasi proposta deve riguardare tutta l’associazione e garantire continuità e fattibilità. La “Casa” non è solo un capitale economico, è anche un capitale storico, culturale, politico, uno dei pochi esempi a livello nazionale, definiti “una dote” per le nuove generazioni di donne. Mentre in altre città nascono esperienze simili alla nostra, come a Milano, dove il Comune ha aperto una Casa delle donne solo pochi anni fa o città vicine come Lucca che stanno cercando di realizzarla, Pisa può permettersi di perdere o dilapidare un capitale sociale e politico così importante?

Inoltre, nel frattempo la nostra situazione economica è diventata critica, sono azzerati i contributi per l’associazione, i finanziamenti per il centro antiviolenza devono essere in gran parte anticipati e la gestione dei progetti è problematica. Infatti la partecipazione a bandi pubblici importanti, che ci ha dato la possibilità concreta di intensificare e migliorare i servizi, di diffondere saperi e pratiche e di impegnarsi nella prevenzione in modo più capillare, comporta la necessità di attendere l’effettiva erogazione dei fondi stanziati e il ricorso costoso al credito bancario, costi che diventano insostenibili.

L’Associazione Casa della donna vuole continuare a svolgere il suo ruolo sociale e politico per l’affermazione dei diritti delle donne e della cittadinanza femminile e per una città ed un territorio solidali e culturalmente attivi.

Chiediamo alla città, alle tante donne e uomini, alle associazioni e alle istituzioni, che ci conoscono e che hanno agito con noi ed anche a chi potrà farlo in futuro, di sostenere la nostra richiesta che la palazzina di via Galli Tassi resti alla Casa della donna, firmando l’Appello IO SOSTENGO LA CASA DELLA DONNA, E TU?

COME PUOI AIUTARCI

Firmando questo appello presso la nostra sede in via Galli Tassi, 8 negli orari di apertura della segreteria (lunedì e mercoledì dalle 9,30 alle 12,30 e dal lunedì al venerdì dalle 16,00 alle 19,00)

Aderendo all’appello mandando o un fax al numero 050550627 oppure una mail all’indirizzo iosostengolacasadelladonna@gmail.com con il tuo nome, cognome e il tuo indirizzo di posta elettronica

Diffondendo questo appello a parenti, amici e amiche, colleghi/e e tramite i social networks.

Diventando socia della Casa della Donna, facendo la tessera presso la nostra sede al costo di 30 euro per le socie ordinarie e di 10 euro per studentesse e precarie

Aderendo alla campagna di raccolta fondi “io sostengo la casa della donna”. Potrai consultare tutte le informazioni al riguardo al link: http://www.casadelladonnapisa.it/campagna-io-sostengo-la-casa-della-donna-contro-la-violenza-sulle-donne.html/

Facendo una donazione o presso la nostra sede o con un versamento tramite codice IBAN IT21N0503414024000000218367

Donandoci il tuo 5xmille indicando nella sezione apposita del mod. 730 ASSOCIAZIONE CASA DELLA DONNA

CF 93033330502

Chiediamo a tutte e tutti di sostenere la Casa anche via social media, pubblicando su Facebook e Twitter un selfie col cartello

#iostoconlaCasadellaDonna

 

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Iniziative legate alla Giornata Internazionale contro la Violenza alle Donne – Novembre 2014

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                                      VENERDI 7 NOVEMBRE 2014                          

Ore 17 – Casa della donna. Via Galli Tassi, 8 Pisa

In collaborazione con l’associazione Nuovo maschile, presentazione del volume “Nel dominio del padre. Bambini e bambine ostaggi delle separazioni” (Magi edizioni, 2014) di Daniela Lucatti, Elena Liotta e Massima Baldocchi. Saranno presenti le autrici, con interventi di Riccardo Guercio e Desiréé Olines (Associazione Nuovo Maschile di Pisa)

Sotto gli occhi di tutti e sotto il quasi totale silenzio mediatico – rotto solo dagli eventi estremi – esiste una vera emergenza sociale di abuso. In questo libro -che non è contro i padri o contro gli uomini, ma contro un fenomeno che li riguarda: la violenza nei confronti delle donne – le autrici indagano l’ombra endemica della violenza di genere e lo fanno tramite alcune storie di separazione, esemplificative di migliaia di altre simili. Si delinea così sia il tipo di maltrattamento, non riconosciuto e addirittura giustificato, cui sono sottoposti i figli e le figlie di coppie separate in presenza di un uomo maltrattante sia quello che subiscono le loro madri, già provate da anni di vessazioni. Ne deriva un quadro pesantissimo: esiste un maltrattamento di genere, quasi inconsapevole poiché inquadrato nel sistema collettivo e culturale più ampio – fatto di tradizioni, convenzioni, pensieri ed emozioni, ma anche istituzioni e leggi – che in Italia tutt’ora avvolge l’area del diritto di famiglia. E ne emergono alcuni aspetti ancora poco identificati, come per esempio una sorta di omertà verso l’uomo maltrattante si spera inconsapevole e quindi modificabile – che alberga anche tra le donne, nelle istituzioni sanitarie, socio-educative e addirittura giuridiche dedicate all’infanzia e alla famiglia.

 

VENERDI 14 NOVEMBRE 2014

Ore 18 – Libreria Ubik, Via Garofani,6 – Pisa

Presentazione del volume “Amori violenti. Riconoscere, prevenire, contrastare la violenza sulle donne” di Francesca Pidone (Mursia, 2014). Interviene Giovanna Zitiello, Responsabile Centro Antiviolenza Telefono Donna- Pisa. Sarà presente l’autrice.

È tutto permesso in amore? Quali sono i confini tra amore e violenza? Nella vita di una donna può capitare un incontro con un amore sbagliato. In queste relazioni è difficile cogliere la differenza tra cura e controllo, tra gelosia sana e possessività ed è semplice, invece, confondere la violenza con l’amore. Questo libro è una guida per riconoscere cosa sia amore e cosa sia violenza. Analizzando la relazione violenta l’autrice ne esamina le fondamenta, la struttura e la forma, fa un identikit dell’uomo che agisce con violenza e analizza i vissuti interni del mondo emotivo delle donne e quelli esterni, ovvero le situazioni tipiche di una relazione violenta. Sono presenti riferimenti a cosa fare e a come comportarsi per gestire e uscire da un rapporto violento. Il testo contiene box di approfondimento ed esercizi per stimolare un ragionamento guidato su amore e violenza.

 

GIOVEDI 20 NOVEMBRE

Ore 18.30 – Cinema Arsenale, Vicolo Scaramucci, 2 – Pisa

Proiezione del film “Sotto le rovine del Buddha”, regia di Hana Makhmalbaf (Iran, 2007). Interverranno Marilù Chiofalo (Assessora alle Pari Opportunità) e Virginia Del Re (Casa della donna di Pisa)

Il film sarà proiettato per le scuole alle ore 9 di VENERDI 21 e SABATO 22 NOVEMBRE, con un intervento delle operatrici della Casa della donna.

In Afghanistan Baktay desidera vivere una vita normale, vuole poter andare a scuola imparare a leggere e scrivere. purtroppo in un clima di repressione, dove le statue di Buddha vengono abbattute dai Talebani non è facile conquistare la normalità e la bambina incontra solo difficoltà, vende le uova di casa pur di comprare un quaderno. Un giorno Baktay viene presa di mira da un gruppo di bambini che giocano ai Talibans e subisce la violenza di una realtà intollerante e senza futuro.

 

LUNEDI 24 NOVEMBRE 2014

Ore 12 – Casa della donna, Via Galli Tassi 8 – Pisa

Conferenza stampa. In occasione del 25 novembre, giornata mondiale contro la violenza sulle donne, l’Associazione Casa della Donna presenta i dati del Centro Antiviolenza: “Un anno di violenze in Provincia di Pisa: Novembre 2013- Ottobre 2014”.

 

MARTEDI 25 NOVEMBRE

Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne

Ore 17 – Ponte di Mezzo – Pisa

Flash mob in ricordo delle vittime della violenza femminicida, a cura della Casa della donna, in collaborazione con il Consiglio cittadino per le pari opportunità e il patrocinio del Comune di Pisa.

Tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e ha invitato i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a organizzare attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica in quel giorno. L’Assemblea Generale dell’ONU ha ufficializzato una data che fu scelta da un gruppo di donne attiviste, riunitesi nell’Incontro Femminista Latinoamericano e dei Caraibi, tenutosi a Bogotà nel 1981. Questa data fu scelta in ricordo del brutale assassinio nel 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. In Italia solo dal 2005 alcuni centri antiviolenza e Case delle donne hanno iniziato a celebrare questa giornata. Ma negli ultimi anni anche istituzioni e vari enti come Amnesty International celebrano questa giornata attraverso iniziative politiche e culturali.

 

MERCOLEDI 26 NOVEMBRE

Ore 20.30 – Cinema Arsenale, Vicolo Scaramucci, 2 Pisa

Proiezione del documentario La pazza della porta accanto. Conversazione con Alda Merini (Italia, 2013, 52 ”) di Antonietta De Lillo, a cura del Cinema Arsenale, in collaborazione con la Casa della Donna.

A distanza di quasi vent’anni da Ogni sedia ha il suo rumore Antonietta De Lillo recupera il prezioso materiale “rimasto nel cassetto” della conversazione avuta con Alda Merini nella sua casa milanese nel giugno del 1995. Nasce così La pazza della porta accanto, videoritratto che restituisce integralmente quello straordinario incontro. Alda Merini racconta la propria vita in una narrazione intima e familiare, oscillando continuamente tra pubblico e privato e soffermandosi sui capitoli più significativi della sua esistenza – l’infanzia, la sua femminilità, gli amori, l’esperienza della maternità e il rapporto con i figli, la follia e la sua lucida riflessione sulla poesia e sull’arte.  Il volto della poetessa, i dettagli degli occhi, delle mani, del suo corpo, compongono un ritratto dell’artista senza nascondere le contraddizioni che hanno caratterizzato la vita e le opere di una tra le più importanti e note figure letterarie del secolo scorso. Uno sguardo inedito che con semplicità tenta di restituire la grandezza artistica e umana di Alda Merini.

 

VENERDI 28 NOVEMBRE

Ore 17.30 – Casa della donna, Via Galli Tassi, 8 – Pisa

Tra Centro e Centro. In collaborazione con COSPE,  Incontro con le donne del Centro donna “Passi leggeri” di Scutari in Albania e le operatrici del Centro Antiviolenza della Casa della donna.

Si chiama ‘Passi leggeri’ ed è il primo centro per le donne nato con COSPE nel 2001 a Scutari, città nel nord dell’Albania. Concepito come spazio pubblico e luogo di aggregazione offre, tra l’altro, corsi di formazione, un servizio di ludoteca ed asilo nido, attività di catering e artigianato, assistenza legale e psicologica alle donne

sopravvissute alle violenze domestiche. Vi lavorano attualmente circa 10 operatrici e accoglie ogni anni centinaia di donne con i loro bambini.

Il progetto è stato finanziato inizialmente dal Programma di Sviluppo Umano PASARP-UNOPS e dagli enti locali italiani: Regione Toscana, Regione Emilia Romagna e Comune di Forlì.  In seguito da programmi finanziati dalla Cooperazione Italiana e da fondi comunitari. Da novembre 2003 il gruppo gestore del Centro Donna “Passi leggeri” ha costituito un’associazione di donne a livello locale di Scutari che oggi gestisce il Centro Donna e le sue attività.

L’intero programma di iniziative si svolge con il Patrocinio del Comune di Pisa –

Assessorato alle Pari Opportunità.

 

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Assessorato

Pari Opportunità

Campagna IO SOSTENGO LA CASA DELLA DONNA CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

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CONFCOMMmod

 

 

 

 CAMPAGNA

IO SOSTENGO LA CASA DELLA DONNA

CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

 

 

Chi siamo

L’Associazione Casa della donna è nata dai gruppi di donne che, a partire dal 1990, hanno svolto attività culturali, sociali e formative nella Casa di via Galli Tassi, a Pisa. Si è costituita legalmente nel gennaio 1996  ed è iscritta al Registro Regionale  delle Associazioni di Promozione Sociale.

La “Casa della Donna” è un’associazione di promozione sociale senza fini di lucro basata sul lavoro volontario delle socie (attualmente un centinaio, tra Pisa città e provincia). È uno spazio di iniziativa culturale aperto a tutte le donne, senza distinzioni religiose, etniche, politiche e di orientamento sessuale, con il fine di contrastare la violenza di genere in ogni sua forma ed ogni tipo di discriminazione  contro le donne; di valorizzare i saperi femminili, di trasmettere le culture delle donne, di favorire la crescita di una soggettività femminile autonoma attraverso la pratica della relazione tra donne.

 Cosa facciamo

 Le socie dell’Associazione gestiscono servizi di ascolto e di accoglienza, di consulenza, di protezione/ospitalità, di orientamento; svolgono attività di riflessione e di ricerca sulla cultura delle donne, promuovono iniziative culturali e politiche, e hanno concretizzato in questi anni un patrimonio di esperienza e conoscenza, che dà luogo ad una progettualità in continua crescita.

Alla Casa della donna si trova l’unica biblioteca di genere presente in  Toscana come la Biblioteca Anna Cucchi e il Centro antiviolenza che comprende il centro di prima accoglienza Telefono Donna attivo dal 1993 (ascolto telefonico, colloqui di accoglienza e di sostegno al percorso di fuoriuscita dalla violenza, consulenza psicologica e supporti terapeutici, informazione legale, orientamento e accompagnamento ai servizi del territorio, lavoro di rete, raccolta ed elaborazione dei dati; e dal 1998 il Centro di Seconda accoglienza (casa rifugio): ospitalità temporanea per le donne finalizzata a percorsi individuali integrati di uscita dal maltrattamento e alla costruzione di percorsi di autonomia.

 Obiettivo della campagna

Ogni giorno le cronache riportano episodi di violenza nei confronti delle donne, in un crescendo disperante. Ultimamente si discute molto di “femminicidio”: i dati che sono emersi sono raccapriccianti e tuttavia non descrivono fino in fondo fenomeni di maltrattamento che rimangono ampiamente sommersi. Soltanto nel 2013 sono state uccise 134 donne, ma la violenza sulle donne assume molte forme oltre a quella fisica e sessuale (come quella psicologica, economica, religiosa, assistita ecc…) alle quali non sempre si dà la giusta importanza. Insieme a un non più rimandabile ripensamento culturale dei rapporti di genere è importante dare sostegno alle donne in difficoltà. A Pisa questo lavoro viene svolto da più di vent’anni dalla Casa della donna, ma in un’epoca di crisi economica, portare avanti le attività del Centro antiviolenza, si sta rivelando sempre più difficile e oneroso, nonostante gli sforzi di tante volontarie e la collaborazione delle Istituzioni. Pertanto è quanto mai necessario il sostegno e la solidarietà di tutte e tutti: cittadini/e  privati, Istituzioni, Associazioni.

Dal 2003 alla fine del 2013 al Telefono donna si sono rivolte circa 2000 donne, e dal 1998 la  Casa rifugio  ha ospitato  circa cento donne con figli/e. Dai dati raccolti dal Centro Antiviolenza tra novembre 2012 e ottobre 2013 risulta che a Pisa, delle donne che si sono rivolte alla nostra associazione il 44% non ha un lavoro, il 57% ha un’età compresa tra i 30 e i 50 anni e il 44% ha figli minori. Solo il 25% ha denunciato. Quest’anno il Centro ha accolto 276 donne, 55 in più rispetto all’anno precedente. Il 78% di quelle che hanno chiesto aiuto sono italiane. Questi dati ci fanno capire quanto la violenza sia più vicina di quello che solitamente si possa pensare.

Con il progetto “Io sostengo la Casa della donna. Contro la violenza sulle donne” si intende avviare  un’importante azione di promozione dell’associazione, che persegue un duplice obiettivo. Da una parte si intende far conoscere le attività della Casa e in particolare il Centro antiviolenza attraverso una campagna pubblicitaria, che riesca ad intercettare le donne maltrattate, e dall’altra raccogliere fondi per il funzionamento quotidiano del Centro.

 Come fare?

Abbiamo pensato a una sottoscrizione e sponsorizzazione da parte di tutti gli esercizi commerciali e non della città. Si tratta di un’azione molto semplice. Si possono sottoscrivere abbonamenti annuali di tre fasce.

 

Silver: 5 euro al mese (60 euro all’anno)

Gold: 10 euro al mese (120 euro all’anno)

Platinum: 20 euro al mese (240 euro all’anno)

Con un piccolo gesto paragonabile all’acquisto nell’arco di un mese, rispettivamente di 5, 10 o 20 caffè si potrà contribuire a sostenere le nostre attività e ad impegnarci tutte/i insieme nella tutela dei diritti delle donne.

Ai negozi chiederemo di esporre all’entrata dei propri locali l’adesivo “Io sostengo la Casa della donna” che contiene tutti i riferimenti necessari a contattare i servizi offerti dall’associazione.

L’utilità quindi è duplice: sostenere economicamente la Casa e, allo stesso tempo, fare opera di informazione, poiché gli adesivi serviranno a raggiungere tutte le donne in difficoltà e che ancora non conoscono il Centro Antiviolenza.

I negozi che aderiranno alla campagna saranno citati nelle nostre pubblicazioni e sul sito istituzionale, che contiene una pagina dedicata al progetto.

Tutte/i le/gli altre/i cittadini/e potranno comunque sostenere privatamente la Casa della donna facendo delle donazioni attraverso un bonifico bancario intestato a:

Casa della donna

IBAN IT21N0503414024000000218367

Inoltre a fine anno, per coloro che aderiranno alla campagna, verrà rilasciata ricevuta di quietanza per la detrazione fiscale.

Per info contattare:

Associazione Casa della donna

tel/fax 050 550627

segreteria.casa@tiscali.it

SCARICA LA PRESENTAZIONE DELLA NOSTRA CAMPAGNA

SCARICA IL MODULO DI SOTTOSCRIZIONE

 

 

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Riportiamo con piacere l’elenco delle sostenitrici e dei sostenitori che hanno aderito alla Campagna, donandoci un contributo importante per la vita della nostra associazione. Grazie a voi tutt*

ELENCO SOSTENITRICI E SOSTENITORI DELLA CASA DELLA DONNA

Daria Favilla
Fiordiluce di Vittoria Bimbi
Ass.ne Il dragoncello
Emporio Armani
L’Arcolaio di Bertoncini Vittoria
Ghelardoni Graziella
De Santi Patrizia (Fiori e piante)
Antiquariato Trouvé di LorelayTrouvé
Di qua d’Arno sas di Martini Carlo
Maurizio Carni
Alimentari Sergio
Giovanni Allegrini Cine-Foto-Ottica
Asilo Nido Snoopy di Riglione
Michela Marinai
Laura Cuccuru
Fusco Alice
Ciampi Arianna
Anita Vellutini
Modulo snc
La Delizia srl
Margherita Jedlacek
Rossana Mugellesi
Odeon Tabacchi
Enrico Stampecchia (libreria Felice Cavallotti)
Cusmai Adriano
Gigolo snc
Silvia Ruberti
Guelfi Laura
Domenichini Marialuisa
Chiara Lazzaroni
Paolo Baschieri
Rossana Cionini
Alessandra Borghini
Maria Bruna Baldacci
Annamaria Campa
Maria elisa Bedani
Costanza Corvo
Ass.ne Utopia
Blue Mama snc
Centro studi L.S. Vygotskij onlus
Giorgio ristorante Pizzeria di Renzini Giorgio
Vannini Jonathan
Intimo Fantoccino snc
Cartoleria Marchi
Pizzeria SMS
Scubidù snc
Quaellà
Studio dentistico Stefania Lazzaroni
Corti Pierluigi
Corniceria Artistica di Baroni Elena
Simonetta Santarelli
Iper moda Factory di Navacchio
Concetta D’Angeli
Salone parrucchiera di De Vincenti Antonella
Cartoleria Etabeta
Stampa Corrente snc via delle Belle torri
Pasticceria Frangioni
Patrizia Gagliardi
Tabaccheria Borgo Largo
Annamaria Malloggi
Matteo Amodeo
Pasticceria Tripoli
Medico Pardini Giuliano
Basoccu Lucia
Copisteria Santa Caterina
Estetica ObaOba snc
Papini Moreno
Franca Placco
Silvia Baldacci
Pochini Silvia e Laura
Silvia Cardella
Fornaciari Sandra
Assicuratori Colucci
Ketty De Pasquale per Gruppo di docenti scuole medie Gamerra-Riglione
Elena Liotta
Paolo Fornai
Rita De Biasio

Nel dominio del padre. Bambini e bambine ostaggi delle separazioni. Venerdì 7 novembre ore 17 alla Casa

In collaborazione con l’associazione Nuovo maschile, presentazione del volume “Nel dominio del padre. Bambini e bambine ostaggi delle separazioni” (Magi edizioni, 2014) di Daniela Lucatti, Elena Liotta e Massima Baldocchi. Saranno presenti le autrici, con interventi di Riccardo Guercio e Desiréé Olines (Associazione Nuovo Maschile di Pisa)

 Sotto gli occhi di tutti e sotto il quasi totale silenzio mediatico – rotto solo dagli eventi estremi – esiste una vera emergenza sociale di abuso. In questo libro -che non è contro i padri o contro gli uomini, ma contro un fenomeno che li riguarda: la violenza nei confronti delle donne – le autrici indagano l’ombra endemica della violenza di genere e lo fanno tramite alcune storie di separazione, esemplificative di migliaia di altre simili. Si delinea così sia il tipo di maltrattamento, non riconosciuto e addirittura giustificato, cui sono sottoposti i figli e le figlie di coppie separate in presenza di un uomo maltrattante sia quello che subiscono le loro madri, già provate da anni di vessazioni. Ne deriva un quadro pesantissimo: esiste un maltrattamento di genere, quasi inconsapevole poiché inquadrato nel sistema collettivo e culturale più ampio – fatto di tradizioni, convenzioni, pensieri ed emozioni, ma anche istituzioni e leggi – che in Italia tutt’ora avvolge l’area del diritto di famiglia. E ne emergono alcuni aspetti ancora poco identificati, come per esempio una sorta di omertà verso l’uomo maltrattante si spera inconsapevole e quindi modificabile – che alberga anche tra le donne, nelle istituzioni sanitarie, socio-educative e addirittura giuridiche dedicate all’infanzia e alla famiglia.

Nel dominio del padre

Comunicato stampa:SOLIDARIETÀ A PATRIZIA E A TUTTE LE DONNE CHE DENUNCIANO LE VIOLENZE SUBITE

SOLIDARIETÀ A PATRIZIA E A TUTTE LE DONNE CHE DENUNCIANO LE VIOLENZE  SUBITE 
COMUNICATO STAMPA 
La mattina del 26 settembre saremo presenti davanti al Tribunale di Pisa per esprimere la nostra solidarietà a Patrizia, che è stata accolta dal Centro Antiviolenza della Casa della donna anni fa e che poi ha avuto il coraggio di denunciare le violenze subite. Vogliamo con questa iniziativa richiamare l’attenzione e sensibilizzare la cittadinanza sul problema diffuso, ma non abbastanza contrastato, della violenza sulle
donne.
Molte Associazioni insieme alle Istituzioni della Provincia di Pisa, dal 2005 hanno intrapreso azioni per contrastare la violenza di genere sulle donne e costruire un sistema integrato di servizi ed interventi. Una donna che chiede aiuto può essere accolta da uno dei punti della rete a cui si rivolge (centro antiviolenza, pronto soccorso, forze dell’ordine, servizio sociale, …) e trovare una persona che saprà come aiutarla, questo ha consentito di rilevare che il numero delle donne che chiede aiuto aumenta di anno in anno.
Nel 2013, 365 donne hanno chiesto aiuto ai centri antiviolenza della provincia di Pisa.
Ma la violenza sulle donne è un problema strutturale nel nostro paese ed è soprattutto un problema culturale: avviene spesso nelle relazioni d’intimità e continua ad essere un fenomeno in gran parte sommerso. Paura, confusione, un’idea dell’amore ancora pervaso di stereotipi, come quello della gelosia, che di fatto diventa controllo ed esercizio di potere. Tanti sono i motivi che fanno sì che una donna sopporti atti di maltrattamento e/o di persecuzione prima di decidersi a chiedere aiuto e a dire basta. E quando decide deve trovare un centro antiviolenza ed una rete, che la incoraggi e la sostenga in un percorso che, spesso non è né breve, né semplice.
L’Italia è stato tra i primi paesi a firmare la Convenzione di Istanbul, che riconosce la violenza sulle donne come una violazione dei diritti umani e si è impegnata a realizzare delle politiche globali ed integrate per affrontare il problema della violenza maschile, manca però un piano nazionale con finanziamenti certi, che è l’unico strumento per diminuire una violenza che non rappresenta l’eccezione ma la quotidianità per tante donne. Per prevenire i femminicidi bisogna intervenire prima, la repressione non basta.
Perciò di violenza sulle donne bisogna parlare tanto e in tanti luoghi, anche per smitizzare idee diffuse, che rischiano di colpevolizzare le donne.
Le donne che denunciano nel nostro paese sono poche, la denuncia spesso non è il primo passo per uscire, e non è il fattore che può dirci se la violenza sta diminuendo. Non c’è un osservatorio nazionale che sia in grado di fornire dati certi. Un solo dato: delle 271 donne che si sono rivolte al centro antiviolenza della Casa della Donna nello scorso anno, il 25% ha sporto denuncia – una percentuale maggiore rispetto alla media nazionale.
Denunciare per una donna significa affrontare un lungo percorso, nel quale più e più volte dovrà raccontare a persone diverse le violenze subite, dovrà rivedere l’uomo che le ha provocato sofferenze, aspettare, probabilmente, anni prima di ottenere un giudizio.
Perciò saremo, come sempre, vicine/i a Patrizia e a tutte le donne che hanno il coraggio di denunciare e di affrontare i processi.
Associazione Casa della Donna Pisa, TOSCA Coordinamento regionale dei centri antiviolenza, Associazione Le Amiche di Mafalda Pomarance, Associazione Eunice Pontedera, Associazione Frida San Miniato, Associazione Donne In Movimento Pisa, AIED Pisa, Associazione Amiche Dal Mondo Insieme, Nuovo Maschile, Queersquilie!, Municipio dei Beni Comuni, Associazione Utopia, Associazione Thèm Romanó, 
Arcilesbica Pisa, ARCI – Comitato provinciale di Pisa, Associazione Berretti Bianchi