Per la scomparsa di Francesca Molfino

Carissime,

Francesca ci ha lasciate, per me è un grande dispiacere, le devo molto, con lei come supervisora abbiamo affrontato gli anni difficili della costruzione del centro antiviolenza e aver potuto condividere con lei dubbi, riflessioni, ricerca di soluzioni ci ha dato forza e determinazione. Erano anche gli anni di cambiamenti profondi a livello personale e lei è stata una cara amica.
L’avevo conosciuta nel ’93 quando l’avevo invitata ad un’iniziativa sull’adolescenza, che avevamo organizzato come gruppo madre-figlia, c’era stata subito una grande simpatia e più volte negli anni successivi l’abbiamo invitata ad iniziative dell’associazione. Poi nel 2002, le chiedemmo di fare la supervisora dei quattro gruppi dei servizi di ascolto-accoglienza: Telefono Donna, Persefone, psicologhe, avvocate, con l’intento di superare conflitti interni al gruppo del T.D. e tra i gruppi, e creare una struttura organizzativa e una condivisione di pratiche. Francesca ci ha accompagnato per anni in questo percorso, lungo e faticoso e non senza dissidi, ponendoci interrogativi sul nostro operare come donne che aiutano e come femministe, con lei abbiamo analizzato servizio per servizio le modalità in atto e condiviso i cambiamenti, abbiamo letto e interpretato i dati, abbiamo definito le linee guida e la carta della volontaria, ma soprattutto abbiamo dato senso e significato a quello che facciamo tutti i giorni.
Una sua frase mi è rimasta nel cuore “siete una comunità che riflette su se stessa e induce cambiamento”: è questo intreccio tra riflessione e azione che mi appartiene e che mi tiene in questo luogo con tutte voi.
Francesca mi mancherà, porto dentro gratitudine e tanto affetto e conservo con cura ciò che mi ha insegnato. Ciao Francesca

un abbraccio a tutte
Giovanna