Riapre la Limonaia e diventa “Zona Rosa”

Pubblichiamo una riflessione della nostra presidente Carla Pochini sullo spazio della Limonaia – Zona Rosa.

Nei giorni scorsi a nome della Casa ho preso parte ad un’assemblea indetta dal comitato “occupante” della Limonaia in cui si discuteva su come ripristinare l’uso del giardino che, al pari della struttura, è da anni abbandonato, lasciato a sé stesso e tolto alla fruizione della cittadinanza. E’ stata un’assemblea bella e partecipata anche da chi abita il quartiere che, dopo tanto tempo, può tornare a godere di uno spazio finalmente pubblico e offrire idee e disponibilità per rendere quello spazio ancora più aperto e partecipato.

Come Casa della donna abbiamo sempre seguito con attenzione i percorsi di riappropriazione e attivazione di luoghi di proprietà pubblica. Luoghi lasciati per troppo tempo inutilizzati e dove non sussiste la possibilità (o la volontà) di un impiego ed uso pubblico da parte delle istituzioni. Sappiamo bene che non è sempre cosa possibile né giusta dare spazio ad azioni che contengono, aldilà delle buone intenzioni, percorsi “non legali”. Ma sappiamo anche che talvolta questi percorsi hanno saputo cogliere bisogni importanti della cittadinanza dando vita a realtà sul territorio che sono poi diventate nel tempo ricchezza per la città tutta.

In fondo questa è stata anche la nostra storia. La storia della nostra Casa si è potuta scrivere proprio perché un gruppo di donne ha “occupato” uno spazio abbandonato e rischiato per offrire a loro stesse e a tutte le altre un luogo di libertà e di impegno. Un luogo che negli anni è cresciuto e diventato una realtà importante per la città (e non solo) anche grazie al fatto che le donne e gli uomini che rappresentavano le istituzioni cittadine hanno creduto in quell’idea e non ostacolato lo sviluppo di quel progetto che vi era alla base.

Oggi una nuova realtà “sovversiva” di donne abita la nostra città. Grazie a loro uno spazio abbandonato è tornato a vivere e si è aperto a tutte le donne. Una Zona Rosa appunto, aperta e sicura in cui le donne possono incontrarsi e sperimentare percorsi di conoscenza e libertà. Oggi come allora lasciamo che i fiori della consapevolezza e della cittadinanza attiva possano fiorire e rendere Pisa una citta migliore per tutte e tutti.

UNA BIBLIOTECA TUTTA PER TE

Non c’è nessun vascello che, come un libro, possa portarci in paesi lontani” (Emily Dickinson)

Arrivi quasi sotto la Torre di Pisa da via Santa Maria o da via Roma. Percorri per un tratto l’ultima traversa, via Galli Tassi, e ti trovi davanti un cancello, un piccolo giardino e una deliziosa palazzina stile liberty, color rosa carico, con un balconcino semicircolare che guarda gli alberi secolari dell’orto botanico che si affacciano dal muro di fronte.
E’ la sede dell’associazione Casa della Donna.
Entri e ti riceve una delle giovani donne del servizio civile che ti indica la stanza della biblioteca a sinistra dell’ingresso. Ti accolgono, in base ai turni, Elisabeth, Gianfranca, Giulia, Anna, Rossella, Carla, Chiara, Susanna, Antonella, Angelica, donne di diverse età, tutte volontarie e tutte accomunate dalla passione per i libri. 

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