Ecofemminismo, l’ultimo numero della rivista “Marea”

“Marea”, storica rivista femminista fondata nel 1994 da Monica Lanfranco, ha dedicato quattro numeri in ventidue anni al tema dell’ecofemminismo

L’ultimo è il numero 3/2017: in questo numero sono pubblicati una serie di articoli che affrontano il rapporto tra femminismo ed ecologia da diversi punti di vista: non violenza, economia, rispetto della terra. Tra gli articoli anche un testo della ambientalista e femminista indiana Vandana Shiva.

Qui il sommario completo.  

La direttrice Monica Lanfranco nell’editoriale dice:

“Non è stato difficile comprendere che se sono femminista non posso che essere anche ecologista: la liberazione dalle catene dello stereotipo, dal sessismo e dalla misoginia è anche la liberazione dalle catene che imbrigliano il controllo e lo sfruttamento della natura senza limite e misura.”

Il corpo femminile è stato spessissimo associato alla terra in quanto anch’esso produttore di vita, legato alla nutrizione, alla crescita della prole, alla coltivazione dell’orto, alla preparazione di abiti e cibo.

Con l’allevamento degli animali e con l’emergere della figura del contadino-padrone, l’uomo diventò proprietario della terra, capofamiglia e “proprietario” della donna (patriarcato).

L’ecofemminismo evidenzia che nel patriarcato esistono connessioni tra il dominio, lo sfruttamento delle donne e dell’ambiente. Le donne, essendo sfruttate, come la natura, devono lottare per porre fine all’idea stessa del dominio.

Carla Collodi, Biblioteca “Anna Cucchi”