Dimissioni di Buscemi subito. La protesta non si ferma

Ieri sera una partecipata assemblea nella sede della Casa della donna ha deciso di continuare la mobilitazione anche con sit-in e proteste di piazza fino a che la nomina di Andrea Buscemi non verrà ritirata. Carla Pochini, presidente Casa della donna: “La violenza sulle donne non può essere in alcun modo negoziata, minimizzata, giustificata e meno che mai da chi ricopre cariche pubbliche”.

Una battaglia di civiltà e democrazia che non si fermerà fino a che la nomina di Andrea Buscemi ad assessore non verrà ritirata. Questo il messaggio forte e chiaro che è uscito dall’assemblea cittadina che si è svolta ieri sera presso la sede della Casa della donna. Un’assemblea molto partecipata da tante cittadine e cittadini che a turno hanno preso parola per spiegare le ragioni del proprio dissenso, per suggerire forme di mobilitazione o anche solo per dare voce al proprio disagio.

Tra gli interventi che si sono succeduti nelle oltre due ore di assemblea, tanti anche quelli di giovani donne e uomini.

“La sicurezza anche delle donne, ad esempio nelle strade della città, è stato un tema molto sentito e discusso durante la campagna elettorale”, ha sottolineato una giovane donna. “E allora come si fa oggi ad accettare che proprio chi ha vinto le elezioni cittadine su quei temi nomini assessore un uomo che ha esercitato violenza sulle donne? È inutile parlare di sicurezza delle donne, se quella sicurezza è stata addirittura minacciata da chi oggi ricopre ruoli istituzionali. Non si tratta di destra o sinistra, è una battaglia culturale prima che politica che riguarda tutte e tutti noi”.

L’assemblea si è conclusa con la volontà di proseguire la mobilitazione e con un impegno: se entro il 17 luglio, giorno di insediamento del Consiglio comunale, il sindaco Michele Conti – che qualcuno ieri sera ha ricordato essere il sindaco di tutta la città – non ritirerà la nomina di Andrea Buscemi, la protesta non solo continuerà ma arriverà in piazza e dentro il palazzo comunale. Già pronte centinaia di magliette con la vignetta donata per l’occasione dalla disegnatrice Anarkikka.  

“Quella di ieri sera – dichiara Carla Pochini presidente della Casa della donna – è stata un’assemblea molto importante, non solo per le tante persone che vi hanno partecipato. Dall’assemblea è emerso in modo chiaro e netto che la violenza sulle donne non può essere terreno di negoziazione, non può essere in alcun modo negata, minimizzata o giustificata, meno che mai da chi ricopre cariche pubbliche. La nomina di Andrea Buscemi ad assessore del Comune di Pisa ha aperto una ferita profonda nella città e nel cuore delle sue istituzioni. Quella nomina – prosegue Pochini – è il segno di una gravissima collusione istituzionale che le cittadine e i cittadini di Pisa non possono accettare. Il sindaco Michele Conti deve ritirare immediatamente la nomina. La mobilitazione che in questi giorni ha portato oltre 25 mila persone a firmare la petizione online non si fermerà fino a che questo non accadrà. Se entro il 17 luglio, giorno di insediamento del Consiglio comunale, quella nomina non sarà ritirata scenderemo in piazza con sit-in e manifestazioni e arriveremo anche ad occupare il Comune. Non ci fermeremo!”.

Intanto prosegue senza sosta la raccolta di firme su Change.org che oggi ha superato le 25mila sottoscrizioni e da ieri sera è partita anche un’azione di bombing sul profilo Facebook del sindaco Michele Conti con centinaia di commenti che, in calce al post di presentazione della giunta, chiedono le dimissioni di Andrea Buscemi.

Questo il testo del commento che può essere inviato anche via email a segreteria.sindaco@comune.pisa.it

Sindaco Conti, l’assessore Buscemi ha evitato una condanna penale per stalking a causa della prescrizione del reato ed è stato obbligato al risarcimento dei danni in favore della ex per le sue condotte persecutorie. La politica deve essere la prima a dare il buon esempio ai suoi cittadini e deve quindi obbligare a un passo indietro Buscemi. Le cittadine e i cittadini di Pisa non meritano questo scempio.